A Roma e Milano è Rugby - boom

Siamo ancora lontanissimi dal clamoroso sorpasso ai danni di "Sua Maestà" il Pallone eppure una cosa è certa: il boom di iscrizioni di giovanissimi alle tante società di Rugby distribuite sul territorio nazionale è ormai inarrestabile. Su un articolo pubblicato oggi sul sito del "Corriere della Sera" sono due gli esempi lampanti di quanto scritto sopra. Prendiamo infatti Roma, e per Roma s'intende principalmente la sempre martoriata periferia, e poi consideriamo anche Milano; i ragazzi che provano con la pallaovale sono sempre di più, così come aumentano gli estimatori della disciplina a scapito di realtà più ricche.
Il "Corsera" cita anzitutto il quartiere di Corviale, dove opera la bella realtà del Villa Pamphili di Salvatore Gallo. L'inaugurazione del campo con le acca risale ormai allo scorso 25 giugno e da allora le cifre parlano chiaro: gli Under 7, 9, 11 e 13 sono passati dai 40 dello scorso anno ai 300 di oggi. Composte anche le squadre Under 15, 17 e 19 - fino a ieri mere chimere - mentre la prima squadra va a gonfie vele in Serie C.
E se Roma gode, Milano certo non piange. Da tempo gli appassionati del posto incrociano le dita per un ritorno nel Rugby che conta di un team meneghino, ma nel frattempo il movimento prosegue la sua marcia a ritmi vertiginosi. 5779 erano i tesserati nel 2004, oggi sono quasi 10mila.
Tempo fa vi parlavamo dei numeri mostruosi snocciolati dalla Federazione Italiana Rugby, a cui hanno contribuito anche i risultati dell'Italrugby di Pierre Berbizier. Il Rugby italiano è uscito dall'anonimato, il Rugby italiano è sempre più "trendy". Le ragioni del boom lasciamole pure ai sociologi e godiamoci tutti questi segni "+" alla voce "tesseramenti". E chi vive, respira e ama questo sport, è autorizzato a gonfiare il petto d'orgoglio. Oggi, infatti, hanno vinto tutti.
16 / 11 / 2007