Amara, amarissima Europa

Tre italiane in Heineken Cup per coprirsi di gloria oppure per rimediare altrettante figuracce?
Andiamo con ordine. Domani, 18 maggio, il Cammi Calvisano vola in Galles, a Newport, per cercare la qualificazione all'Heineken Cup del prossimo anno passando per la "porta di servizio", il consueto spareggio che a fine stagione mette di fronte un club italiano con un altro di Celtic League. Ovviamente, c'è da augurarsi che i gialloneri bresciani emulino l'Overmach Cariparma che 365 giorni fa, sempre in casa di Newport Gwent Dragons, hanno ottenuto l'agognata promozione alla "Champions League del Rugby" vincendo 24 a 15. Ma la domanda è: saremmo tutti felici come bimbi in un negozio di caramelle se il nostro Paese fosse rappresentato da tre squadre oppure dovremmo semplicemente prepararci all'ennesima figuraccia?
Non c'è trucco, non c'è inganno. Bensì numeri: nel corso della prima fase dell'Heineken di quest'anno - 18 partite in tutto - gli italiani hanno ottenuto un solo successo grazie all'Overmach Cariparma contro i modesti scozzesi del Border Reivers, fanalini in Celtic. Solo ultimi posti per i club del Belpaese, a fronte di una miseria di 5 punti ottenuti in classifica. 236 i punti segnati, a fronte degli 812 subiti...
Un po' meglio - si fa per dire - è andata agli italici di Challenge Cup (la "Coppa Uefa"). Ma i riscontri positivi - ripetiamo: si fa per dire - vengono dal solo Arix Viadana, capace di chiudere la prima fase con 11 punti in carniere in gran parte frutto di due vittorie sui francesi dell'Albi, terz'ultimi in Top 14. Per il resto, Rolly Gran Parma e Carrera Petrarca Padova hanno chiuso malinconicamente ultimi i rispettivi gironi. Leggere e piangere: 245 i punti segnati, 739 quelli subiti. Primato negativo per il Petrarca, che ha "all'attivo" 47 punti (la media si aggira più o meno sul doppio).
Insomma, cosa succede all'Italrugby quando sente odor d'Europa? Beh, quest'anno si è assistito ad un tentativo di record del mondo nella disciplina dello "scaricabarile". "
Tutta colpa della Federazione che impone un'alta quota di giocatori di formazione italiana", hanno ruggito i club. Ma la realtà è un'altra, chiara e limpida. Raggiunte le Coppe europee e dunque un cospicuo gruzzoletto cui attingere, come si dice nel calcio "
si tira indietro il piede" e alla vigilia dei match di Heineken e Challenge ecco venire fuori infortuni ed accidenti vari. Non è allora difficile assistere a trasferte internazionali con Rose infarcite di giovani promesse allo sbaraglio o atleti che non riescono a trovare spazio nelle formazioni tipo.
In realtà, quanto scritto non è che una semplice scoperta dell'acqua calda. Così come non trema nessuno se facciamo notare che nel nostro Paese si investe più sulla Nazionale che sul massimo campionato. Nessuno s'impressiona se poi ricordiamo gli stadi di Super 10 mezzi vuoti (ci spiace, ma è difficile poterli vedere mezzi pieni), sulla Coppa Italia trattata come un concentramento Under 11 e sui mesi di squalifica che si buscano nei campionati minori, lasciati in balia di loro stessi.
Il pensierino della sera (ore 23:21 mentre queste righe vengono battute) va ai tanti atleti azzurri volati indisturbati a cercar gloria fuori confine. Uno su tutti Martin Castrogiovanni: al primo anno nel campionato inglese con Leicester Tigers ha ottenmuto la palma di miglior giocatore del torneo, la vittoria della Energy Cup (coppa anglo - gallese) ed il titolo inglese. Dimenticavamo, domenica potrebbe arrivare anche il terzo trofeo stagionale. A Twickenham si gioca Tigers - London Wasps. Finale di Heineken Cup...
foto: www.air.it 17 maggio 2007