Brescia - Leonessa, la fusione... è fusa

Nuovo colpo di scena nella vicenda della fusione tra Brescia e Leonessa. Fusione che, di fatto, è a questo punto bella che andata. A tirarsi indietro è stata ieri la stessa Leonessa, che dopo essersi iscritta per proprio conto al secondo campionato nazionale, con tutti gli "accidenti" seguiti sul fronte ripescaggi (due società accorpate in una uguale un posto libero in A1), la società ha deciso di proseguire il cammino in solitaria.
Alla base del dietrofront vi sarebbe la direttiva imposta dal Consiglio federale di far partire il nuovo soggetto - che aveva già un nome: Rugby Brescia 1928 - dall'A2 anziché dall'A1. Alla faccia di Alfredo Gavazzi, vicepresidente federale nonché proprietario di una fetta di quote del Rugby Brescia.
La vicenda è comunque molto più complessa di come viene presentata. Tra le varie ragioni che hanno infatti portato al ripensamento della società di Rovato l'eventualità che i giocatori usufruissero di rimborsi meno cospicui, quelli per l'appunto di una società di A2.
Pietra sopra sulla fusione, in Lombardia rimangono i mugugni ed un tirare addosso alla Leonessa, la cui decisione di abbandonare il progetto è stata definita "inspiegabile" dai dirigenti bresciani.
25 luglio 2007