Caso Celtic, quanto azzurro da Viadana e Treviso? In Celtic per crescere, in Celtic per essere più competitivi a livello internazionale. Conosciamo già il ritornello, cantato a squarciagola anche ieri in Fir, commentando l'annuncio ufficiale dell'ammissione di due franchigie italiane in Magners Celtic League per le prossime quattro stagioni. Bene, ma quanto, effettivamente, Benetton Treviso e Aironi del Po (Viadana) portano alla causa azzurra?
NAZIONALE MAGGIORE Il conto è semplice. Partiamo dalla Nazionale Maggiore, attualmente in raduno alla Borghesiana per preparare le ultime due trasferte di Sei Nazioni contro Francia e Galles. Dei trenta convocati, sei vestono la maglia del Benetton Treviso (Cittadini, Garcia, Ghiraldini, McLean, Sgarbi e Zanni), sette quella del Viadana (Canavosio, Del Fava, Geldenhuys, Matteo Pratichetti, Robertson, Sepe e Sole). Facendo a questo punto la distinzione tra giocatori di formazione italiana e straniera, della prima categoria fanne parte soltanto sei elementi: 4 da Treviso, 2 da Viadana. Ulteriore distinzione: tra i sei italiani di formazione rimanenti soltanto i biancoverdi Ghiraldini e Zanni sono stati impiegati in questo Sei Nazioni. Per il resto, il bagaglio tecnico viene oltre i nostri confini, mentre - e il caso Roumieau, ultimo aspirante equiparato della serie, lo dimostra - altri candidati alla maglia azzurra dal cognome esotico bussano alla porta.
NAZIONALE A Se le cifre relative all'Italia di Nick Mallett non esaltano, qual è allora la situazione nella Nazionale serbatoio, la cosiddetta "A"? La truppa di Guidi e De Carli è stata foraggiata, nelle ultime uscite, dai sei esclusi dalla Nazionale Maggiore. In occasione della vittoria contro l'omologa scozzese questi ultimi sono stati Sepe, Matteo Pratichetti, Bernabò, Vosawai, Favaro e Picone: cinque italiani di formazione (due da Viadana, uno da Treviso, uno da Roma, uno da Parma) su sei.
E prima dell'allargamento del gruppo, gli azzurri di Viadana e Treviso offerti inizialmente alla "A" sono stati: Pace ed Erasmus per i gialloneri; Di Santo, Orlando, Sbaraglini e Semenzato per i biancoverdi. Lupi di mare del campionato italiano tranne Semenzato, nemmeno convocato per la sfida di Biella contro la Scozia "A".
NAZIONALE UNDER 20 Dalla Nazionale serbatoio a quella del futuro: l'Italia Under 20 di Andrea Cavinato, che ai tempi di Parma dimostrò di essere uno dei tecnici meno esterofili dell'elite italiana. Certo, nel gruppo assemblato dall'allenatore trevigiano grossa parte ha avuto la jella, che ha privato la squadra di parecchi pupilli infortunati. Ma è pur vero che, in nome della trasparenza, in calce alla lista degli azzurrini convocati compaiono anche i "non considerati per infortunio".
In tale elenco, nella squadra annunciata per la preparazione in vista della sfida alla Francia di venerdì, figura il viadanese Antonio Denti. Nessun giallonero è invece presente tra i convocati, nonostante il club mantovano occupi attualmente la seconda posizione nel campionato di categoria. Recente batosta quella contro il Tarvisium quando Viadana, capofila degli Aironi del Po, si è presentata in campo con quindici giocatori contati.
Altra aria tra i baby di Treviso: i convocati in questo caso sono tre, ossia Benvenuti, Corbanese e Gega. Tuttavia, se il Benetton a livello seniores fa la voce grossa in Super 10, tra gli Under 20 deve accontentarsi, ora come ora, del settimo posto con tre gare però da recuperare.
SUPER 12 Accantonando il discorso azzurro, e tornando alla voglia di crescere ricordata all'inizio, è doveroso tornare sul massimo campionato. A cui non si sa ancora se prenderanno parte le stesse Benetton e Viadana. Comunque sia sarà un torneo più povero, dove con un budget di 500.000 Euro i club potrebbero già campare da nababbi. Una drastica riduzione a cui però non corrisponderà una perdita di immagine. Questo, almeno, è quanto sostiene il "Corriere dello Sport" di oggi, in cui l'articolo a firma di Francesco Volpe si conclude con una riflessione: "A chi intona il 'de prufundis' del campionato chiediamo: siete sicuri che una Celtic confinata in due centri da 100.000 abitanti (totali) toglierà visibilità al torneo?"
Resta però da stabilire quale sarà la reale consistenza del Super 12. Appurato che a livello di Challenge Cup, grazie al ricorso alle selezioni, dovremmo quantomeno evitare qualche figuraccia di troppo, si allargherà la base di semipro' (i professionisti giocheranno ovviamente in Celtic) e dilettanti. I primi più vicini ad una maglia azzurra, gli altri a fare da gradito contorno. Saranno sempre meno le "sole" straniere e si tornerà a parlare italiano. Sempre ammesso che, seppur in clima di austerity, ci saranno società disposte a sobbarcarsi le spese per un Super 12, quando da ogni dove dell'attuale Super 10 giungono notizie di casse vuote e giocatori sempre più sul piede di guerra.
RIVOLUZIONE La Celtic sarà una rivoluzione, certo, ma anche le rivoluzioni hanno bisogno di regole. Costringere ad esempio i club più rappresentativi a investire maggiormente sui vivai (anche le piazze storiche iniziano a fare acqua su questo versante), continuare a perseguire la politica dell'italianizzazione delle rose e magari mettere anche il naso tra i libri contabili delle società. Il registro deve cambiare? Che cambi allora seriamente.
09 / 03 / 2010
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