Celtic tra sì e no. Ecco il futuro del rugby italiano "Il board della Celtic League sta valutando l'ingresso di due squadre italiane nel torneo, ma non posso dire in quale stagione ciò possa accadere. Ad ogni modo nessuna decisione è stata presa". Pensieri e parole del direttore della Magners League David Jordan, così come riportate in un'intervista pubblicata oggi su Planetrugby.com.
Ben altre però le voci che circolano in Italia, Federazione in testa, dove molti si aspettano la risposta positiva del board prevista lunedì e lavorano per pianificare la stagione che verrà.
Tuttavia i programmi per il futuro cozzano contro la grave crisi economica che attanaglia il rugby italiano. E all'orizzonte sembra profilarsi un altro clamoroso forfait di un team padano. Un dietrofront rumoroso, almeno quanto quello di Calvisano ad inizio stagione.
Senza soldi, allora, c'è anche chi pensa che la svolta al Super 8 - ossia il massimo campionato senza retrocessioni tra 8 o al limite 6 franchigie regionali o interregionali - possa essere deleteria, aprendo ulteriormente quel baratro tra il rugby di base e la cosiddetta "elite" nel nostro Paese.
Il tutto rimane dunque appeso a quel "Sì" del board che, come detto, alcuni danno già per scontato. Ma se costoro si sbagliassero? In tal caso preoccupanti appaiono gli scenari.
Difficilmente si potrebbe infatti tornare come nulla fosse accaduto al caro vecchio (si fa per dire) campionato, dove si pescherà abbondantemente all'attuale Serie A. La festa - concetto detto, ripetuto e digerito - è finita.
19 / 02 / 2010
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