Crisi L'Aquila, il pensiero dei giocatori ore 12:27 Quando la nave inizia ad affondare è lì che inizia il dilemma: chi sarà il primo ad abbandonarla? Nel caso dell'Aquila rugby c'è chi dice siano stati gli ex Capitolina, chi invece esprime sorpresa e accusa il nocciolo duro aquilano.
Difficile comunque rispondere alla domanda, forse proprio a causa della straordinaria compattezza del gruppo. Uniti fino alla fine i neroverdi, anche verso un possibile arbitrato. In proposito, il consiglio dall'Associazione Italiana Rugbisti è stato quello di temporeggiare, studiare le mosse della società per poi muoversi di conseguenza.
Nel frattempo resta l'assurdo finale di una storia che poteva avere ben altro epilogo. Racconta Gregorio Rebecchini, trequarti ala passato di recente alla Roma: "La maggior parte di noi aveva stipulato un contratto annuale. Al momento del possibile rinnovo il silenzio della società e la nostra comprensibile preoccupazione: che fine avremmo fatto? Sciolto ogni vincolo ci siamo accasati altrove ma con grande dispiacere per la tradizione dell'Aquila rugby".
A proposito dei Rebecchini. Onorio, padre di Greg e tra i fondatori della Capitolina, è stato cercato spesso dal presidente neroverde Pasqua per aggiungere forze fresche in dirigenza. Un invito però cordialmente declinato e amici come prima.
Sempre da Pasqua, l'altroieri, il duro attacco verso la squadra che non avrebbe dato il massimo per raggiungere il prezioso traguardo Challenge Cup. Nessun commento di Rebecchini a riguardo anche perché non c'è nulla di nuovo: "Parole già sentite. Abbiamo avuto diverse riunioni con il presidente e molti di noi non erano d'accordo con queste sue considerazioni".
Ad ogni modo tutto vero sulla grande coesione del gruppo, "nonostante dal punto di vista organizzativo sia stato tutto tremendamente difficile. Tra noi ex Capitolina in quattro hanno chiesto la possibilità di risiedere a Roma sebbene fossero costretti quotidianamente a viaggiare. Io e gli altri abbiamo vissuto prima a Rocca di Mezzo poi ad Avezzano. Tantissimi gli ostacoli tra cui la mancanza ad un certo punto del fattore Massimo Mascioletti, che credo non abbia eguali in Italia dal punto di vista tecnico".
Nelle prossime ore l'attesa riunione dei soci, con un occhio rivolto alla risposta che dovrà arrivare dalla politica. Nel capoluogo abruzzese, intanto, gira voce che il ripescaggio della squadra di calcio in Seconda Divisione sia cosa fatta e che manchi soltanto l'ufficialità. L'Aquila calcio, L'Aquila rugby: così vicini e così lontani.
28 / 07 / 2010
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