Dopo Francia-Italia, gli azzurri ringhiano contro l'arbitro
ore 14:30 Mattinata particolare quella appena trascorsa all'Acquacetosa, sede del raduno azzurro in vista della sfida di sabato all'Inghilterra ma anche deposito a cielo aperto di neve e rabbia. NEVE Lunedì mattina di un giorno come tanti presso gli impianti di Roma Nord, se non fosse che non c'è nessun campo sgombro dalla neve. Alla faccia del "Centro di Preparazione Olimpica" e della culla dello sport italiano. Gli unici operai visti stamani toglievano neve dai rami nelle viuzze periferiche del "Giulio Onesti". A Parisse e soci è stato comunque assicurato l'utilizzo, oggi dalle 16, del campo sintetico numero 8 (da calcio) dove mentre scriviamo si stanno muovendo un trattorino spargisale e un Bobcat. L'alternativa potrebbe essere il campo sintetico (da rugby) dell'accademia federale di Ponte Galeria, quartier generale delle Fiamme Oro.
Stamattina, invece, gli azzurri hanno tenuto una seduta video e una di allenamento al coperto. RABBIA Dicevamo della rabbia. Non soltanto quella che contrae i volti fino all'altroieri sorridenti del ct Jacques Brunel e del suo staff. Sul banco degli imputati sale infatti Nigel Owens, l'arbitro gallese di Francia-Italia, il fischietto del "Questo non è mica il calcio". Remember?
"Siamo stati poco efficaci nel lancio di gioco da conquista - spiega il tecnico dei trequarti Alessandro Troncon - anche perché i francesi non sono stati sempre nei canoni del regolamento".
Al tecnico degli avanti Carlo Orlandi, invece, non sono andati giù i placcaggi, "visto che a livello internazionale il 15% di placcaggi sbagliati non è assolutamente un dato trascurabile", e la mischia chiusa: "Noi avremmo voluto giocarla e l'arbitro non sempre ce l'ha permesso. Se in 9 mischie con nostra introduzione ci sono stati fischiati 6 reset e 3 calci a nostro favore qualcosa è quantomeno da rivedere. Se l'arbitro non ci fa giocare non possiamo farci nulla...". E, ancor più diretto: "Mi sembra che spesso e volentieri l'ago della bilancia penda contro l'Italia".
Ma la direzione di gara non è un alibi. Tronky parla di occasioni sciupate: "Abbiamo mantenuto il pallino per buona parte del match, soprattutto nel primo tempo. Purtroppo non abbiamo sempre usato una logica coerente col piano di gioco che abbiamo deciso di adottare, ma abbiamo cercato di imporre ciò che volevamo noi alla Francia. Peccato le occasioni sprecate".
Sulle critiche piovute invece su Gori - oggetto di una massiccia pressione transalpina soprattutto nel primo tempo - e sull'eventualità di un possibile avvicendamento con il più esperto Semenzato in vista dell'Inghilterra, l'ex mediano di mischia azzurro si è espresso così: "Edoardo ha le caratteristiche di un numero 9 di alto livello. Sabato ha incontrato difficoltà anche perché non è stato sempre aiutato dai compagni. Il fatto è che il nostro è un gioco ambizioso che ha bisogno dei suoi tempi per entrare a regime. Ad ogni modo decideremo più in là se schierare Gori o Semenzato".
Promossa a pieni voti, invece, la terza linea. Orlandi: "Siamo cresciuti molto in questo reparto e oggi possiamo contare su 6-7 giocatori dello stesso livello, senza dimenticare che al momento abbiamo fermi ai box Mauro Bergamasco e Vosawai".
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