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Guidi e l'Under 20: Per i giovani serve l'alto livello

Fonte intervista: FIR

Lasciato il Galles dopo l’undicesimo posto conquistato nella prima edizione dei Mondiali Juniores, Gianluca Guidi – che nelle ultime due stagioni ha diviso con Vincenzo Troiani la panchina dell’Under 20 azzurra – si è concesso qualche giorno di riposo nella sua Livorno. Relax e tante ore passate con la piccola Vittoria, primogenita del tecnico toscano nata poco dopo la conclusione del Sei Nazioni, in marzo.
Per lui, così come per Troiani, la vittoria per 33-10 sul Canada nella finalina dell’Arms Park ha segnato la fine dell’avventura alla guida della Nazionale Under 20. Dalla prossima stagione, l’ex mediano di mischia livornese sarà sulla panchina della Nazionale “A”. Troiani guiderà invece l’Under 18.
“Analizzando i due anni nel proprio insieme – spiega 'Kuka' Guidi – penso che il lavoro svolto sia stato realmente valido soprattutto se si considerano i tre successi ottenuti nel Sei Nazioni, con due vittorie sulla Scozia nel 2007 e nel 2008 e quella sul Galles dell’anno passato. Se ci limitiamo a valutare il 2008, penso personalmente che sia stata un’annata molto positiva, tanto per il gioco espresso che per le prospettive di crescita che alcuni giocatori hanno dimostrato. Nel Sei Nazioni siamo sempre stati competitivi, e penso che l’aver limitato a nove punti il passivo contro l’Inghilterra, che poi ha chiuso i Mondiali al secondo posto dietro un’inarrivabile Nuova Zelanda, sia un parametro importante per capire le qualità di questa squadra. Ai Mondiali abbiamo confermato di poter competere con tutte le squadre del panorama europeo, lottando alla pari sino all’ultimo minuto del secondo tempo supplementare contro l’Irlanda nella semifinale che ci avrebbe permesso di lottare per la nona posizione. Ecco, se c’è un rammarico in questo 2008 è quello di non aver battuto gli irlandesi ai Mondiali, ma la vittoria finale sul Canada è stata altrettanto importante, soprattutto per la reazione della squadra che, lasciata da parte la delusione per la sconfitta contro i britannici, ha fatto quadrato ed ha trovato la forza per chiudere con una prestazione convincente”.
Anche sul fronte individuale Guidi appare soddisfatto del lavoro svolto. “Siamo tornati a casa con certezze importanti: Andrea Pratichetti, Riccardo Bocchino, Simone Favaro, il capitano Alberto Chiesa e piloni come Massimiliano Ravalle e Andrea De Marchi sono un patrimonio del nostro Rugby e di loro sentirete ancora parlare. Basti dire che, nella prima fase dei Mondiali, a Swansea, più di un atleta della Nazionale Under 20 ha ricevuto offerte dalla franchigia gallese degli Ospreys. Il fatto, poi, che molti di questi ragazzi ad essersi imposti ad alto livello abbiano frequentato nelle ultime due stagioni l’Accademia di Tirrenia è un motivo di ulteriore orgoglio, e credo debba far riflettere circa l’importanza del centro di sviluppo federale”.
Adesso, per Guidi, c'è l'avventura con la Nazionale “A”.
“Sono onorato di poter proseguire la mia avventura come tecnico della FIR. Con molti dei giocatori che insieme a Vincenzo ho allenato negli ultimi anni la fine dei Mondiali Juniores non rappresenta un addio bensì un arrivederci. Li ritroverò con la seconda rappresentativa azzurra e potremo continuare la nostra crescita. Di una cosa sono fermamente convinto: il progresso dei nostri giovani passa per il continuo confronto con l’alto livello”

Foto: il pilone Andrea De Marchi in azione (IRB)

27 / 06 / 2008

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