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"Il Rugby è nato per un ingiurioso sberleffo alla virtù pedetoria dei plebei" (Gianni Brera) - Solorugby.org di Christian Marchetti  
 
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Il Rugby è nato per un ingiurioso sberleffo alla virtù pedetoria dei plebei

"Il Rugby è nato per un ingiurioso sberleffo alla virtù pedetoria dei plebei".
Lo scriveva all'incirca un millennio fa Gianni Brera, di sicuro la più grande firma sportiva che il nostro Paese abbia mai annoverato. Il divin "Gioann" ci lasciava esattamente quattordici anni e quattro mesi fa in un maledetto tratto di strada tra Codogno e Casalpusterlengo. Dal 2003 l'Arena Civica di Milano, guarda caso uno dei luoghi simbolo del Rugby meneghino, è stata reintitolata a suo nome.

Dopo la sua morte, tante cose sono cambiate nello sport italiano. Soprattutto di recente: il quarto titolo mondiale conquistato dagli idoli pallonari, discendenti di altri idoli che lui stesso riusciva a creare con straordinaria maestria; e la nascita di nuovi miti, splendidi interpreti dell'ingiurioso sberleffo sopra citato.

Cosa avrebbe scritto Brera a proposito dell'eroico Italrugby? Quali nomignoli avrebbe inventato per i vari Troncon, Bergamasco, Robertson,...?
Le vittorie azzurre, raccontate da lui, avrebbero avuto qualcosa in più: l'epica di un malandrino Omero dei nostri tempi.

Regalino finale: "I neozelandesi discendono da gente che vinceva le risse e vendeva il suo corpo con tanto scandalo da farsi deportare. Per sopravvivere nelle risse bisogna essere gagliardi e per vendersi con successo bisogna essere belle; ma il calcio è gioco plebeo e quindi non è mai attecchito fra i discendenti - peraltro bellissimi - dei deportati d'un temps. Nel rugby hanno pochi eguali al mondo, ma il rugby viene giocato da signori in Gran Bretagna, e dunque fa fine giocarlo in Nuova Zelanda. Se si applicassero anche nella pedata, i calciatori non sarebbero inferiori ai rugbisti". Tratto da "La Repubblica" di domenica 12 giugno 1982. Autore Gioannbrerafucarlo.

20 aprile 2007


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