Impresa solo sfiorata, Italia ko nel freezer dell'Olimpico
ore 19:06 Giornate così sono fatte per restare scolpite nella leggenda. L'Olimpico imbiancato, le strisce rosse sul campo e la neve spalata fino a pochi secondi dall'ingresso delle squadre in campo. Lo spettacolo degli spalti che, unico neo, perde qualche migliaio di quei 73.000 attesi. Di gente però ce n'è tanta e applaude, anzi si spella le mani per un'Italia che assapora soltanto la leggenda. Risultato: Italia 15, Inghilterra 19 e azzurri, tra l'altro, penalizzati anche dalla ridicola direzione del francese Garces. Da lui interpretazioni indulgenti (per non dire altro) su almeno una mezza dozzina di placcaggi alti o sul giocatore con i piedi in aria.
Battaglia doveva essere e questa è epica. Non soltanto per lo scenario modello '15-'18. Lotta sulle fonti di gioco e, prevista anche questa, tanta pressione come a Parigi su Gori. Che in apertura sbaglia un calcio di liberazione da una mischia nella propria 22 prima di provare a variare gioco avanti-trequarti come Brunel comanda. Ma non si può prescindere dal gioco al piede. Possesso non proprio impeccabile quello degli azzurri, anche se la partita nelle prime battute la fanno loro.
Al 15' meriterebbe maggior fortuna la fuga di McLean sulla sinistra con il sostegno di Masi che però commette in avanti. Come a Parigi tende nella metà campo degli avversari che calano una difesa ben più rigida del termometro e un paio di placcaggioni con Strettle e Ashton. Il tutto mentre i calci di Burton sono mozzarelle nella ventidue dei sudditi di Sua Maestà.
Rischio per gli azzurri al 21': touche inglese a 10 metri dai pali, Youngs struttura con buon ritmo tre fasi prima di consegnare il pallone a Benvenuti che allontana la pressione. Gli uomini di Brunel tonano in attacco ma Burton al 24' calcia oltre la linea di pallone morto.
I primi punti della partita sono degli inglesi: 27', calcio di Farrell ma è un regalo agli azzurri dall'arbitro. Burton perde palla a centrocampo e commette ostruzione su Strettle, vantaggio concesso, Benvenuti prova a raccogliere nella ventidue ma perde l'ovale su pressione dello stesso Farrell. E Phil Dowson plana in meta. Segnatura annullata, si torna al vantaggio precedente...
Parisse e soci diventano comunque prede delle proprie insicurezze. Attorno alla mezz'ora touche persa in zona d'attacco e in avanti di Benvenuti con gli azzurri in sovrannumero sulla sinistra, nella parte mediana del campo. Non ancora il momento più brutto: quello arriva al 34' con l'uscita dal campo di Castrogiovanni toccato duro al costato. Una furia, il numero 3 dei Leicester Tigers, il più atteso, nel tragitto verso gli spogliatoi. Sulla mischia seguente fallo della nostra prima linea e Farrell fa 0-6.
Sbagliano anche gli inglesi. Benvenuti si ritrova l'ovale in mano sotto i pali inglesi, calcetto, vaccata collettiva del XV della Rosa e Venditti a portare l'ovale in meta. Ancora, minuto 40: Foden perde palla a centrocampo, Bevenuti la recupera e vola al centro dei pali. All'intervallo è 12-6!
Si riparte e gli inglesi premono sull'acceleratore ma l'Italia è lì. C'è anche un tentativo di drop di Burton. Da dimenticare. Come l'arbitraggio di Garces che non sanziona con il giallo un placcaggio irregolare e una spallata senza palla di Croft su Parisse (comunque sia maestoso).
Proprio in seguito a questo fallo Burton dalla piazzola fa 15-6. Tutti felici, tranne lo stesso Burton, arrabbiatissimo perché dopo il calcio deve lasciare il campo a Botes.
Ah, felicissimo anche Hodgson. Trascorrono 2 minuti e stoppa un calcio di Masi nella sua ventidue: troppo facile segnare la seconda meta in due partite per il numero 10 dei bianchi: 15-13, si soffre. O meglio, si piange: 15', fuorigioco di Bortolami e calcio facile facile per Farrell che sancisce il sorpasso. Inizia pure a nevicare e gli azzurri sembrano uscire dal campo.
Timide buone notizie al 63', quando Parisse costringe all'in avanti Dickson e l'Italia si salva ad un amen dalla linea. C'è spazio per Morisi e il suo primo impatto sulla gara è un placcaggio duro su Barritt.
Ma gli uomini di Lancaster continuano a premere e conquistano, ancora con Farrell, il 15-19. Botes poco dopo potrebbe marcare i punti del -1 ma sbaglia malamente dalla distanza. E sbaglia malamente anche al 74'...
Nel secondo tempo il parziale è 3-13. Ci consoliamo con lo spettacolo dell'Olimpico. Anzi no.
Sei Nazioni 2012, seconda giornata
ITALIA - INGHILTERRA 15-19 (12-6)
Italia: 15 Andrea Masi; 14 Giovanbattista Venditti, 13 Tommaso Benvenuti, 12 Gonzalo Canale (24' st Morisi), 11 Luke McLean; 10 Kristopher Burton (7' st Botes), 9 Edoardo Gori (18' st Semenzato); 8 Sergio Parisse (c), 7 Robert Barbieri, 6 Alessandro Zanni; 5 Quintin Geldenhuys (18' st Pavanello), 4 Marco Bortolami; 3 Martin Castrogiovanni (34' pt Cittadini), 2 Leonardo Ghiraldini (18' st D'Apice), 1 Andrea Lo Cicero.
Inghilterra: 15 Ben Foden; 14 Chris Ashton, 13 Brad Barritt, 12 Owen Farrell, 11 David Strettle; 10 Charlie Hodgson, 9 Ben Youngs (10' st Dickson); 8 Phil Dowson (10' st Morgan), 7 Chris Robshaw (c) 6 Tom Croft; 5 Tom Palmer (18' st Parling), 4 Mouritz Botha; 3 Dan Cole, 2 Dylan Hartley, 1 Alex Corbisiero. All.: Lancaster
Arbitro: Jérôme Garces (Francia)
Marcatori: 27' cp Farrell (0-3), 37' cp Farrell (0-6), 39' m Venditti (5-6), 40' m Benvenuti tr (12-6); st: 7' cp Burton (15-6), 9' m Hodgson tr Farrell (15-13), 15' cp Farrell (15-16), 26' cp Farrell (15-19).
Calci: Burton 2/3, Botes 0/2; Farrell 5/5
Cartellini:
Classifica Sei Nazioni aggiornata (tra parentesi la differenza punti): Inghilterra* (+11) 4; Francia (+18) e Galles (+2) 2; Irlanda (-2), Scozia (-7) e Italia (-22) 0
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Note
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