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Italia piegata, i Pumas sbancano Torino

E tutto ad un tratto… Argentina: un tempo per studiare gli azzurri, uno per annichilirli. In casa Italia è la seconda delusione in altrettanti test match, sebbene anche all’Olimpico di Torino sia un oceano di gente a far da cornice alle (poche) gesta azzurre. Parisse e soci controllati e poi dominati dai Pumas che proprio all’ombra della Mole si prendono la rivincita dopo lo stop di Cordoba dello scorso giugno. Per farla breve, gli ospiti vincono 22 a 14 e stavolta c’è ben poco da recriminare.
Phelan porta nel Belpaese una squadra dapprima legata, nella fase iniziale quasi spaventata dalla mischia avversaria. Gli azzurri, dal canto loro, hanno patito troppo il pack australiano per piegare ancora una volta il capo davanti al nemico. Risultato: quaranta minuti a gustarsi gli addetti allo spostamento del piano contendersi ogni millimetro. Per palati fini il duello in prima linea. Nieto fa uscire pazzo Roncero e i fischi di White arrivano a premiare un lavoro oscuro ma terribilmente fruttuoso. Per il resto c’è il buon Marcato a dirigere l’orchestra in cabina di regia.
Alla mezz’ora però Bergamauro placca in ritardo Aramburu ed il piede di Contepomi punisce. Il ghiaccio è rotto; cinque minuti dopo Marcato, sempre dalla piazzola, pareggia.
È la doccia gelata che serve ai Pumas, che iniziano ad affacciarsi nella ventidue altrui e che, ancora col centro del Leinster, chiudono la prima frazione sul 9 a 3.
Climax, crescendo… l’Argentina diventa gradualmente padrona del campo. Perfetta in difesa, micidiale in attacco dove il mago Hernandez chiama e i suoi tre quarti rispondono, trovando troppi ed ampi spiragli nella linea italiana. Dopo un piazzato di Contepomi, Marcato risponde con un drop.
Dicevamo del climax. Roncero incappa in un giallo, l’Italia… nei dieci minuti più stressanti di tutta la sua partita. 7 – 3 il parziale per i sudamericani che vanno in meta con Carballo grazie ad un capolavoro di Hernandez: calcetto per se stesso e scarico modello Nba per il fulmineo numero 11. Come si cancella una difesa in un sol battito di ciglia; sul tabellone è 9 – 19.
Sull’orlo del baratro, l’Italia prova anche con la fantasia a reagire. Masi chiama il mark e taglia la ventidue con un bellissimo calcio per Garcia, il quale raccoglie, guadagna qualche metro, per poi finire nella tonnara albiceleste. L’immagine della disfatta.
I Pumas vanno sul 22 – 9 e al 79’ perdono Carballo, ammonito. Spazio allora per l’orgoglio azzurro e per la meta di Masi.
La sfida infinita tra Azzurri e Pumas è da sempre portatrice di enormi delusioni per gli sconfitti. Lo sa bene la squadra di Mallett, che beve l’amaro calice guardando gli avversari da un gradino più basso.


Torino, Stadio Olimpico – sabato 15 novembre
Cariparma Test Match
ITALIA – ARGENTINA 14 – 22 (3 – 9)
Italia: Masi; Robertson, M. Pratichetti, Garcia, Mi. Bergamasco; Marcato (21’st Orquera), Canavosio (12’st Travagli); Parisse (cap), Ma. Bergamasco, Sole; Bortolami (3’st – 8’st Reato), Del Fava (28’st Reato); Nieto (30’st Perugini), Ongaro (25’st Ghiraldini), Aguero (12’st Lo Cicero).
Allenatore: Mallett
Argentina: Stortoni; Aramburu (36’st Fernandez), Tiesi (20’st Agulla), Contepomi F. (cap), Carballo; Hernandez, Vergallo (19’st Figuerola); Fernandez-Lobbe J., Alvarez-Kairelis, Durand (26’st Campos); Albacete, Lozada (19’st Galindo); Orlandi (30’st Ayerza), Ledesma (37’st Basualdo), Roncero.
Allenatore: Phelan
Arbitro: White (Inghilterra)
Ammoniti: 6’st Roncero, 39’st Carballo.
Marcatori: 25’ cp Contepomi, 30’ cp Marcato, 39’ e 42’ cp Contepomi; st: 3’ cp Contepomi, 5’ drop Marcato, 10’ m Carballo tr Contepomi, 14’ cp Marcato, 35’ cp Contepomi, 41’ m Masi.
Calci: Marcato 2/4, Orquera 0/1; Hernandez 0/1, Contepomi 6/8.

Foto: Pino Fama

15 / 11 / 2008

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