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Ko dagli dei, ma che Italia!

Nuova Zelanda 27 - Italia 6. Mai, in casa degli All Blacks, un passivo di soli 21 punti. Mai, nel giardino dei padroni del rugby planetario, guerrieri in maglia azzurra avevano osato tanto. Perché non c'è soltanto il risultato, o le statistiche che parlano di una difesa mostruosa. C'è anche l'atteggiamento, l'irriverenza di chi guarda torvo gli dei, dando loro del tu. E allora passano addirittura inosservati i nei di questa Italia "iconoclasta": l'attacco che non riesce ancora a trovare finisseur di razza e i pochissimi errori che si trasformano inevitabilmente in punti per i colossi in maglia nera.
La gara di oggi a Christchurch lascia due immagini emblematiche. Le urla del ct neozelandese Graham Henry all'intervallo, con i tuttineri nell'impossibilità di incrociare lo sguardo del loro timoniere; l'esultanza dello staff azzurro all'80' come se a vincere fossero Parisse e soci.
Due piazzati per tempo di McLean, ma attorno una squadra solidissima, spesso in grado di accamparsi nella metà campo dei padroni di casa. Monumentale soprattutto la nostra terza linea, e quando c'è stato bisogno di ridargli fiato (17' s.t.), Zanni ha lasciato il posto a quella forza della natura di Favaro. Un altro simbolo del carattere Italia messo in mostra in questo impossibile ma interessante tour estivo.
Dicevamo degli errori. Al 23', da una delle pochissime falle lasciate da una touche altrimenti sontuosa nasce il primo acuto neozelandese. L'Italia difende con un uomo in meno perché Garcia è a farsi medicare e Rokocoko ne approfitta.
Grazie al piede di McAlister alla mezz'ora è 13 a 0. McLean poco dopo ne mette 3 e nonostante il 13 - 3 il primo tempo ha il marchio italiano.
Come a Melbourne, gli azzurri mostrano un avvio di ripresa da urlo. Al 10' Read si avventa su un pallone in area di meta avversaria, le immagini del TMO dicono meta dei neozelandesi ma l'azione è viziata da una spinta di Masaga su McLean e l'Italia si salva.
Tuttavia è il La per la riscossa, seppure faticosa, degli All Blacks, che prendono gradualmente il controllo nei confronti di una squadra stanca, costretta a pagare tutta la fatica di un tour assurdo.
Al 13' arriva un altro calcio di McLean, però subito dopo è Ross a superare la linea. Imitato, al 28', da Whitelock per il terzo ed ultimo sigillo. Bisogna tornare a quello storico 12 - 18 di Rovigo, anno 1979, per trovare una Nuova Zelanda meno prolifica.
Guadagnato il rispetto di Christchurch, si chiude la capatina nell'Emisfero Sud dell'Italia. Un'Italia giovane, spregiudicata; imprecisa, ma volenterosa e coraggiosa; poco cinica nei momenti chiave, eppure regolare; acerba in attacco, superba in difesa. Il bianco e il nero: ora tocca nuovamente a Mallett trovare la giusta gradazione di grigio. Ad ogni modo l'ultimo, orrendo Sei Nazioni si avvia ad essere cancellato.

Christchurch, sabato 27 giugno 2009
Test match
NUOVA ZELANDA – ITALIA 27 - 6 (13 - 3)
Nuova Zelanda: Muliaina (cap); Masaga, Toeava, Nonu, Rokocoko; McAlister, Leonard (12' s.t. Weepu); Read, Latimer (11' s.t. Whitelock), Kaino; Ross, Thorn; Afoa (20' s.t. Franks), Mealamu (35' s.t. De Malmanche), Crockett (11' s.t. Woodcock). All.: Henry
Italia: McLean; Robertson, G. Canale (13' s.t. M. Pratichetti), Garcia (32' s.t. Burton), Mi. Bergamasco; Gower, Tebaldi (35' s.t. Toniolatti); S. Parisse (c), Ma. Bergamasco, Zanni (17' s.t. Favaro); Bortolami (23' s.t. Del Fava), Geldenhuys; Rouyet (11' s.t. Staibano), L. Ghiraldini (23' s.t. Sbaraglini), S. Perugini. All. Mallett
Arbitro: Clancy (Irlanda)
Marcatori: 9' c.p. McAlister, 23' m. Rokocoko tr. McAlister, 27' c.p. McAlister, 33' c.p. McLean; s.t.: 14' c.p. McLean, 16' m. Ross tr. McAlister, 28' m. Whitelock tr. McAlister.

27 / 06 / 2009





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