L'Italrugby e il Sei Nazioni... mondiale Scrivi Sei Nazioni e tra le righe leggi Coppa del Mondo. L'ultimo ambizioso traguardo di un movimento che ha fatto passi da gigante in quei dieci anni trascorsi a dare del "Tu" all'elite del rugby mondiale.
Alla vigilia del decimo Championship in versione a sei squadre, presentato stamattina in Campidoglio ospiti del sindaco di Roma Gianni Alemanno, in molti incrociano le dita pronunciando la parola "Mondiale".
Presidente federale Giancarlo Dondi in primis. "In questi dieci anni - ricorda il numero 1 del rugby italiano - abbiamo fatto molta strada. Non siamo cresciuti moltissimo sul piano dei risultati, ma ci siamo tolti le nostre soddisfazioni e sul fronte dell'immagine il progresso è notevole. Il nostro sport oggi ha un seguito impressionante. Un esempio: in Inghilterra, per la prima giornata del Sei Nazioni, avremo settemila tifosi al seguito".
E a Twickenham sarà una sfida doppia, "visto che proprio con l'Inghilterra siamo tra i candidati più accreditati ad ospitare il Mondiale. Sarebbe bello vincere il match sul campo e quello fuori...".
Auspicio condiviso dal presidente del Coni Gianni Petrucci (a cui, garantisce Dondi, "la FIR non farà mancare il suo voto in vista delle prossime elezioni per il rinnovo del vertice dello sport italiano. Ci è sempre stato vicino nei momenti più importanti"): "Non posso che augurare i migliori successi al rugby italiano. Nessun altro sport, nel nostro Paese, riesce a trascinare all'estero così tanti tifosi come la pallovale".
Dal canto suo il governo, rappresentato dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio Rocco Crimi, "sta lavorando affinché questo grande evento che è la Coppa del Mondo si possa tenere in Italia. E avremo un occhio di riguardo verso l'impiantistica".
QUESTIONE FLAMINIO La casa del rugby italiano allora? Tutto ok per Alemanno e per il delegato allo Sport del Comune di Roma Alessandro Cochi, ma i due dribblano i giornalisti prima che questi chiedano loro nuove sullo stato di avanzamento dei lavori al Flaminio. Se la cava Dondi con una battuta: "E' lo stadio dei miracoli. Si lavora sulla struttura, si scoprono addirittura necropoli romane, ma poi si presenta sempre pronto per l'importante appuntamento. Oggi siamo in grado di ospitare un altro Sei Nazioni e questo è ciò che conta".
QUESTIONE SKY Altro aspetto delicato quello inerente i diritti tv. Quest'anno sarà l'ultimo Championship disponibile in chiaro, su La 7, prima del già noto passaggio sulle reti Sky: quattro anni di match criptati, le gesta degli azzurri (forse) in differita e, probabilmente, dati d'ascolto da sport d'elite. "Penso che se questo è uno sport in fase di sviluppo - ha dichiarato il presidente federale - fondamentale sia l'aspetto legato all'immagine. Ho già preso contatti con l'emittente satellitare e spero che si arrivi alla trasmissione delle partite della Nazionale in chiaro".
L'IDEA GIGLIO A margine della conferenza stampa, Dondi corregge poi il tiro sulla vicenda legata all'acquisto dello stadio "Giglio" di Reggio Emilia: "Non c'è nessun affare in atto e nulla di concluso. Mi hanno semplicemente chiesto cosa ne pensassi e io ho detto 'Parliamone'. Tutto qui".
LE SPERANZE DI MALLETT La chiosa finale è del ct azzurro: "Il nostro obiettivo è sempre lo stesso, vincere. Voglio farlo anche in Inghilterra e abbiamo le possibilità per farlo".
Foto: Pino Fama
29 / 01 / 2009
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