La figuraccia degli azzurri

Mentre scriviamo gli azzurri sono già a Mendoza. Da una parte la Cordigliera delle Ande, dall'altra l'Estadio "Malvinas Argentinas" dove sabato affronteranno i Pumas per il secondo ed ultimo test di questa tournée in Sud America. In mezzo i ricordi di Montevideo e di quel magro 29 a 5 con cui Lo Cicero e soci hanno vinto ma non convinto contro l'Uruguay sabato scorso.
Ecco, la questione è: cosa rimane dopo sabato? Nonostante la consapevolezza che quella partita per Uruguay e Argentina non sia che l'Italia 2, peraltro già in vacanza e debilitata da una stagione ormai andata, non si possono tralasciare alcune valutazioni. La novità più bella venuta dopo l'ultimo Sei Nazioni è che Berbizier ha avuto finalmente dalla sua un gruppo di una trentina di persone più o meno dello stesso livello e con la stessa attitudine mentale. Dunque, "rotto" uno il suo diretto sostituto non lo faceva rimpiangere contribuendo anzi in maniera efficace alla causa. Non proprio quanto avvenuto a Montevideo.
AVANTI E' il reparto apparso più in difficoltà. Addirittura imbarazzante in mischia chiusa, dove in particolare la prima linea (emblematico Staibano) ha spesso dovuto cedere il passo, concesso falli agli avversari e perdendo in un paio di occasioni il tallonaggio. Buona nel primo tempo la seconda linea Bernabò - Del Fava, tranne poi eclissarsi di fronte all'arcigna... e basta difesa uruguaiana. In terza, infine, si è evidenziato il poco affiatamento dei tre Zanni, Barbieri e Sole, quasi inermi di fronte alle accelerazioni del numero 8 Conti (il migliore comunque tra i "Teros") e di due flanker Giuria e Lussich in debito più che altro con la conoscenza del regolamento.
MEDIANA Qui purtroppo poco è cambiato. Ritrovato a numero 9 un Griffen ancora a caccia d'identità, resta la cronica mancanza di un mediano d'apertura la vera piaga dell'Italrugby. Tuttavia, come alla visita militare, De Marigny viene etichettato come "rivedibile". Stesso discorso per Burton, passato da estremo a regista della squadra con l'ingresso di Bortolussi. Contro i Pumas si saggerà la loro vera consistenza.
TRE QUARTI Usciti dal letargo e ricordatisi del proprio rango, non appena l'Italia ha premuto sul pedale sono venute le tre mete di Pratichetti. Guarda caso con semplici azioni alla mano, senza cedere all'estrema confidenza che un confronto con una squadra di terza fascia, ventesima nbel ranking mondiale, ti potrebbe lasciare. Un paio di calcetti all'ala, ad esempio, De Marigny poteva risparmiarseli, soprattutto quando dietro di te non hai la sicurezza di trovarti un triangolo affiatato e rodato.
Con Bortolussi estremo al posto di Burton è venuta anche la frittata: un calcio sparato sui denti di Arocena per l'onta della meta dei padroni di casa. Sintomo della confidenza di cui sopra unita ad una certa svogliatezza.
I PUMAS Mai come quest'anno quel simbolo con cui gli argentini vengono riconosciuti è azzeccato. Vincere due confronti su due contro l'Irlanda non è infatti roba da semplici micioni, sebbene l'Irlanda presentatasi nell'Emisfero Sud sia più sperimentale della stessa Italia. Comunque sia, e con un occhio al ranking mondiale, gli uomini di Loffreda rimangono al sesto posto (l'Italia è nona) ma rosicchiando sempre più punti proprio ai verdi britannici, quinti (82.52 contro 82.41).
Numeri e risultati depongono contro l'Italia ed appare sempre più improbabile il replay del miracolo di Cordoba 2005. Poco importa: lappuntamento più importante è previsto in Francia a settembre...
Foto: Fornasetti per www.air.it 04 giugno 2007