La nuova vita del Citta, le speranze di Parisse Un gradito ritorno davanti ai microfoni della stampa, questa mattina alla Borghesiana dove l'Italrugby continua gli allenamenti in vista dei Cariparma Test Match contro Nuova Zelanda, Sudafrica e Samoa. Insieme al capitano della Nazionale Sergio Parisse, dopo l'allenamento mattutino sul campo ha fatto capolino in sala stampa il pilone della Benetton Treviso Lorenzo Cittadini, tornato al rugby giocato sabato scorso dopo uno stop forzato di diciassette mesi per la frattura di tibia e perone subita nella semifinale del Super 10 2008/2009.
Adesso, nel mirino del ventisettenne pilone destro che pochi mesi prima dell'infortunio aveva conquistato contro l'Irlanda, a Croke Park, quello che sino ad oggi è il suo unico cap, c'è un posto in azzurro.
"Sabato contro il Gran Parma - ha esordito l'avanti bresciano - è stato come iniziare una nuova carriera, ma sono contento di essermi preso tutto il tempo necessario al mio recupero. Sicuramente non ho ancora il ritmo partita e anche dal punto di vista tattico dovrò darmi ancora molto da fare ma credo che con la continuità, l'abitudine alla partita, riuscirò a rientrare presto nei meccanismi di gioco. Ringrazio il ct Mallett e tutto lo staff per la grande fiducia che mi hanno dimostrato durante l'infortunio continuando a convocarmi anche quando non ero ancora al 100% della condizione. Per novembre non mi pongo scadenze, provo a lavorare al meglio e credo che anche le due partite della Nazionale 'A' contro Romania e Georgia (rispettivamente il 13 novembre a Piacenza, il 20 a Palmanova, dirette ore 19.00 su RaiSportPiù; ndr) possano rappresentare per me un'ottima occasione per continuare a ritrovare feeling con il campo. In questi giorni di allenamento ho provato anche nella posizione di pilone sinistro, e per quanto continui a preferire l'altro lato della prima linea non mi precludo nessuna strada".
Poi è stato il capitano della Nazionale Sergio Parisse, 65 caps già all'attivo nonostante i ventisei anni compiuti nemmeno due mesi fa, a focalizzare l'attenzione sul trittico novembrino contro le squadre dell'Emisfero Sud: "Ormai i giorni che ci separano dalla finestra internazionale di autunno diventano sempre meno e stiamo concentrando il nostro lavoro sui lanci di gioco dei trequarti, sulle rimesse laterali e sulle mischie ordinate per quanto riguarda invece noi uomini del pacchetto. La prima partita, a San Siro contro gli All Blacks, rappresenta per noi una grossa responsabilità. Avremo gli occhi di quasi ottantamila persone puntati su di noi, dovremo dare tutto ciò che abbiamo contro un avversario che credo sia decisamente più in forma rispetto all'ultimo scontro diretto del 27 giugno scorso. Pensare di poterli battere solo perchè siamo riusciti a contenerli a Christchurch sarebbe un grosso errore, ma ci stiamo allenando con grande attenzione sapendo che il rispetto della nostra tattica di gioco sarà fondamentale. Dovremo tenerli il più possibile lontani dalla nostra area di meta e ripetere la buona prestazione nel gioco al piede nel mese di giugno, mantenendo altissima l'attenzione in difesa e limitando al minimo gli errori in fase di placcaggio".
Parisse, alla terza stagione da capitano della Nazionale, ha poi spostato la propria attenzione sul Sudafrica: "Senza togliere nulla alla leggenda degli All Blacks, oggi la squadra più forte al mondo è il Sudafrica. Poter affrontare la nazionale che negli ultimi due anni ha dominato la scena mondiale, conquistando la Rugby World Cup 2007, le Series dell'estate scorsa contro i British and Irish Lions e l'ultimo Tri Nations è un grande privilegio per l'Italia, e insieme al test di Milano ci permetterà di capire la nostra evoluzione rispetto alle partite del tour. Sappiamo già di poter essere competitivi con chiunque se giochiamo al meglio in difesa, ma adesso siamo chiamati a muovere dei passi avanti anche nel gioco d'attacco".
Lo skipper azzurro - che domani concluderà anticipatamente il raduno per tornare brevemente al club d'appartenenza in vista del turno infrasettimanale di Top 14 - ha infine presentato così Samoa, ultima avversaria del trittico novembrino: "Ha ottimi atleti, mai battuti dall'Italia in passato. Sottovalutarla sarebbe l'errore più grave".
Domani ancora doppia seduta per i trentadue convocati dal ct Nick Mallett.
03 / 11 / 2009
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