L'intervista del martedì - Botes: Il rugby, Nigel Owens e... l'agricoltura ore 14:26 Tobie stesso è sorpreso. Lavora sodo da tempo per raggiungere l'obiettivo azzurro ma, lontano dalle telecamere, ammette: "Non mi aspettavo di arrivare in questo gruppo come numero 10". Il personaggio del giorno si chiama Tobias Botes e a Treviso è il padrone. In maglia Benetton predica rugby e concretezza con una maglia numero 9 adagiata sulle spalle. Una maglia... non una maglietta, come quella dove è finita l'ormai leggendaria frase dell'arbitro gallese Nigel Owens: "This is not football". Una frase che ha reso celebre Owens, non certo al 27enne di Worcester, Sudafrica, a cui era rivolto il richiamo per presunte proteste calcistiche.
Sabato contro l'Inghilterra, potresti diventare l'apertura titolare numero un milione in azzurro. Cosa significa per te?
"Il mio obiettivo è stato sempre quello di raggiungere il traguardo della nazionale italiana. E' tutta la stagione che gioco mediano di mischia ma non avrei problemi anche da 10".
Si tratta comunque di un debutto da titolare come apertura...
"Quest'anno ho giocato soltanto 35 minuti in Heineken Cup contro gli Ospreys ma, ribadisco, non ho difficoltà nel ruolo".
Cosa hai provato quando ti è arrivata la telefonata "Botes, sei dei nostri"?
"E' stata una grande sorpresa, ma anche un obiettivo che inseguivo sin dal mio arrivo in Italia, quattro anni fa. A Treviso Smith, Goosen e il dg Munari mi hanno offerto condizioni ideali e hanno lavorato molto con me per permettermi di raggiungere questo traguardo".
Quale Inghilterra troveremo all'Olimpico?
"Li ho visti contro la Scozia, si appoggiano sul gruppo Saracens e non soltanto per quanto riguarda le individualità presenti. Davvero molto forti ma abbiamo un buon piano pronto contro di loro".
Quali strascichi lascia però la gara contro la Francia?
"Abbiamo avuto tante opportunità di segnare a Parigi ma non le abbiamo sfruttate. A questo livello occasioni del genere ne capitano due/tre a partita e non puoi certo lasciartele sfuggire".
Tra i più criticati il mediano di mischia Gori. Tu cosa pensi della sua prestazione?
"Si è trovato a fronteggiare una situazione molto difficile. Sui punti d'incontro non è stato facile per lui consentire una uscita veloce del pallone. E' ancora giovane ma ha i numeri giusti".
Dal rugby al fantarugby: hai parlato con Owens?
"Sì, l'ho fatto nel terzo tempo di quella partita in casa del Munster. Bah, nulla di importante. L'ho presa come fosse uno scherzo".
E dal fantarugby al Botes privato. Dove e quando hai iniziato con il rugby?
"E' iniziato tutto a Worcester, città a 100 km da Città del Capo. Ho sempre vissuto nella fattoria di famiglia e la passione per questo sport è iniziata a 5 anni. Lavoro e sport, sport e lavoro e, ora che sono qui in Italia, mi sento un po' in colpa: i miei sono a casa a lavorare ed io qui a giocare a rugby".
Chi hai chiamato per primo, a casa, una volta appresa la convocazione?
"Mio padre. Erano le 23. E' stato molto contento".
Sei fidanzato? Sposato?
"Sposato da un anno con Danelle. Vive con me in Italia dal 2009. Qui insegna inglese".
E comunque non c'è solo il rugby.
"Infatti. E per quanto mi riguarda sono molto appassionato di agricoltura. Tanto che sto usando l'Italia anche per documentarmi. Di recente sono stato in Toscana per confrontare le mie conoscenze e apprendere le tecniche che vengono utilizzate da queste parti".
E la maglietta di Owens, l'hai comprata anche tu?
"[Ride] Non ci penso proprio".
07 / 02 / 2012
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