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L'intervista del martedì - Casellato: Sarà un'Italia-show

ore 11:36 Ieri era il papà del Rovigo dei miracoli, oggi preferisce camminare sulle acque con il Mogliano. E godersi quel quinto posto nella classifica di Eccellenza ad un sol punto dalla zona play off, ma soprattutto la straordinaria vittoria con Prato (12-7) di sabato scorso. Guarda lontano allora il tecnico Umberto Casellato, un allenatore che adora la tecnologia (specialmente quella griffata con la mela...) ma che non si è mai fidato dei numeri. Tanto che sabato prossimo, per la sfida al "Fattori" contro L'Aquila, prevede già una battaglia durissima.
Ma nella chiacchierata con il 42enne coach trevigiano, 2 scudetti da mediano di mischia del Treviso e 10 caps in azzurro, c'è spazio anche per la Nazionale. E per Jacques Brunel che Casellato si sente già di promuovere a pieni voti. Così come l'idea di impiegare la selezione dell'Accademia federale Under 20 in A1. Non male per un allenatore noto per dire sempre pane al pane. Le polemiche su arbitraggio e Fir al termine di una tiratissima semifinale scudetto tra Rovigo e Viadana? Un ricordo lontanissimo...
Insomma Casellato, non si fa che parlare di questo Mogliano delle meraviglie.
"Giocando, tra me e me, ho fatto un'analogia con il Treviso. Anche noi, come la Benetton, siamo al secondo anno in un campionato nuovo e difficile. E anche noi cerchiamo di crescere in quel torneo giorno dopo giorno, imparando anche dalle big".
Big? In Eccellenza?
"Beh, Rovigo, Petrarca e Calvisano vantano certamente un curriculum più prestigioso del nostro. Noi non abbiamo la stessa storia. Tuttavia abbiamo la voglia di dare sempre il 110% e, per quanto mi riguarda, ho la fortuna di lavorare con uno staff di prim'ordine. Prendete un Franchino Properzi, riuscito ad esempio in appena tre settimane a trasformare un pilone destro in sinistro e viceversa".
E in mischia contro Prato siete andati forte. Ma non solo: i risultati parlano da soli.
"La classifica mi interessa soltanto se contribuisce a creare una mentalità diversa e ci aiuta ad essere più gruppo, credendo nelle nostre professionalità".
Preparate ancora le partite sul Web?
"Certo. Abbiamo un sito internet ed ogni giocatore ha una sua password. Tutte le partite del campionato vengono schedate, in modo da analizzare al meglio l'avversario di turno. Anche questo è merito di Franchino: se notiamo che una squadra ripete in partita due volte una particolare situazione di gioco, questa diventa statistica e quindi merita la nostra attenzione. Importante, però, è la riunione del venerdì. Lì responsabilizziamo la squadra in modo da confrontarci con loro e con gli stranieri che abbiamo in rosa (Burman, Cornwell, Eyre e Swanepoel; ndr) che vengono da realtà diverse dalla nostra".
Anche Lièvremont responsabilizzava. Poi però la Francia si è autogestita.
"E' chiaro che da noi c'è sempre una linea da seguire. Per ottenere magari un gioco dispendioso ma io voglio divertirmi e anche i ragazzi lo vogliono. Risultato: si diverte anche il pubblico".
Nazionale. Cosa pensa Casellato di Brunel?
"Mi hanno parlato di lui come di un allenatore che lavora 36 ore su 24. La sua passione sarà importante e poi ha carattere latino, ciò che serve a noi italiani. Trovo infatti inutile confrontarci con la scuola anglosassone. Da questa possiamo prendere spunti ma la nostra natura è un'altra. Credo che Brunel, soprattutto, sia la persona giusta per portare i giovani ad un ottimo livello agonistico. Livello che, a parer mio, si raggiunge soltanto vincendo".
A proposito di giovani. Guardiamo con ansia anche alla prossima Under 20...
"Mi auguro che facciano un buon Sei Nazioni e sono in grado di farlo. Penso che tra i nostri classe '93 si trovino fenomeni veri. E poi stanno giocando un campionato seniores con tutti i pro e i contro che questo comporta. Il Mogliano ha 4 ragazzi in Accademia che mi servirebbero come il pane, ma quando l'anno prossimo torneranno si saranno già confrontati con un torneo duro e questo non ci farà che bene. Sì, credo proprio che gli azzurrini possano vincere 2 o 3 partite al Sei Nazioni".
E la Nazionale Maggiore?
"Penso che potremo fare bene anche là. Brunel credo che partirà già da una base consolidata per applicarle il suo credo. Ed esistono anche ottime credenziali per poterci gustare un buon gioco d'attacco. La mentalità del nuovo ct è diversa da quella del suo predecessore".
Si gioca all'Olimpico. Meglio o peggio?
"E' uno stadio grande, un po' dispersivo, ma spero che l'atmosfera sia la stessa vista al Flaminio. Checché ne dicano i veneti (ride) il Flaminio è una bomboniera, è fantastico".
Già avuto contatti con Brunel?
"No, magari ci fossimo già confrontati. A me personalmente piace conoscerli tutti gli allenatori, anche quelli del minirugby. Imparo sempre da chiunque e tutti sono i benvenuti. Anche soltanto per una birra in club house".

29 / 11 / 2011


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