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L'intervista del martedì - Di Salvatore: Fermate i procuratori e... lo sciopero degli azzurri!

ore 11:07 Tutto vero: il seme per la nascita di un sindacato giocatori è stato gettato. E lo ha fatto un gruppo di giocatori di Pro 12, spaventato soprattutto dalle conseguenze devastanti del caso Aironi. Un sindacato che, a detta del presidente nonché fondatore quasi vent'anni fa dell'Associazione Italiana Rugbisti Stefano Di Salvatore, avrebbe posizioni antitetiche alla stessa Air giacché "non si sa se questa nuova struttura andrà in favore dei giocatori o, piuttosto, dei loro procuratori". Poi però Di Salvatore paventa qualcosa di cui prima si vociferava soltanto: "C'è la concreta possibilità che gli azzurri arrivino addirittura ad uno sciopero, rinunciando così alla tournée di giugno nel continente americano. Beh, questo esula assolutamente dalle convizioni che l'Air ha sempre portato avanti in tutti questi anni".
Dunque viene tutto dai procuratori?
"Certo. Ritengo sia in atto un'opera di strumentalizzazione. Questi ragazzi lo sanno o no che, se un domani gli Aironi venissero sostituiti da una franchigia federale avrebbero le spalle più che coperte? Oggi hanno il 60% delle spettanze garantite dalla federazione, il restante 40% garantito da fideiussioni bancarie. Domani? La verità è che il ruolo del procuratore nel rugby italiano sta occupando spazi sempre più ingombranti".
Ma in un sistema professionistico come quello delle franchigie di Pro 12 è ovvio che queste figure diventino preponderanti.
"Certo, ma deve essere limitato. Esistono delle regole federali a tal proposito".
Parliamo di questo sindacato. Qual è il punto di vista dell'Air?
"La verità è che questa struttura nasce da due diverse visioni: l'associazione giocatori da una parte e i procuratori dall'altra".
Lei sostiene anche che gli scenari sono cambiati rispetto all'ultimo incontro con i ragazzi delle franchigie.
"Il contratto che stavamo studiando con loro andava a coprire tutto. Si poteva sfruttare per la Celtic League ed estendere fino alla Serie A, con le dovute variazioni secondo i casi. Lo schema del contratto tipo rifletteva l'accordo che si usava ai tempi della Lega, riadeguato logicamente alle nuove esigenze. Se questo sparisse non avremmo più una federazione come controparte, mentre a livello di massimo campionato italiano non abbiamo già da tempo una Lega con cui confrontarci. A me sembra che dei 4 milioni promessi dalla Fir alle due franchigie una parte importante sarebbe gestita dai procuratori stessi".
Quindi?
"Quindi a mio giudizio se arrivasse questa franchigia federale i giocatori sarebbero più garantiti. Dall'altra parte dispiace che una realtà che ha tanto lavorato venga estromessa dai giochi, ma è il segno tangibile che il nostro rugby di vertice non riesce ad essere tale. Ciò, mentre in Eccellenza si assiste alla costante degli arbitrati che si moltiplicano anno dopo anno. Circostanza che dovrebbe indurre le società a ridurre gli ingaggi perché non possono sopperire alle richieste".
Alla nascita del sindacato che fine farà l'Air?
"Ma l'Air resterà al suo posto, sempre riconosciuta da Fir e Coni. Bisognerà invece vedere, con i primi passi che muoverà questa nuova organizzazione, se avrà lo stesso riconoscimento e se tutelerà davvero i propri associati come facciamo noi da anni. Curerà l'interesse generale o piuttosto di pochi?"
Cambiando decisamente argomento e tornando alla vicenda del povero Amorosini, ieri su questo sito parlavamo della sicurezza sui campi da rugby. Voi dell'Air avete sempre nutrito dubbi soprattutto circa il primo soccorso agli infortunati gravi. Quanto è cambiato?
"Semplicemente nulla".
In che senso, regna ancora l'impreparazione?
"Certo. E' una sequenza di buoni propositi che non vengono mai evasi. Penso ad esempio alle barelle 'a cucchiaio' che chiediamo da anni e non vediamo mai. Non sono tutto quelle barelle, ma certo sono importantissime. Per non parlare dei defibrillatori".
Dunque come muoversi?
"Servono corsi di prevenzione da tenere sul campo. Per allenatori, arbitri e tutti coloro vivono il campo".
Dalla Fir assicurano che questa formazione si fa già.
"Sarà. A me non risulta".

17 / 04 / 2012


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