L'ora di Rizzo, il pilone che ha rinunciato al terzo tempo
ore 20:09 Col bel tempo Silvia inizierà a seguire maggiormente il marito. Farà il tifo per lui, per la Benetton di cui difende i colori, e magari spiegherà alla piccola Sara, 21 mesi, che probabilmente il rugby non sarà il suo futuro. "Scherziamo?! Lei non giocherà a questo sport. Piuttosto dovrà scegliersi qualche disciplina più rilassante...". Papà Michele Rizzo ha parlato e guai a contraddirlo, sebbene stamani fosse un distributore automatico di sorrisi per quel primo cap da titolare nel Sei Nazioni strappato alla tenera età di 29 anni.
A formazione annunciata ha raccontato tutta la sua carriera, ha parlato della sua famiglia, prima di rivelare un retroscena che farà brillare un sorrisone alla signora Silvia: "Solitamente dopo le partite corro subito a casa. Il terzo tempo? Giusto una birretta, un saluto al volo e poi via a casa da Silvia e Sara". D'accordo la carriera nella Benetton, ma quando parli di Petrarca i tuoi occhi hanno una luce incredibile.
"E non potrebbe essere altrimenti: sono cresciuto lì. Ho giocato 18 anni nel Petrarca!" Però nel 2009 è arrivata la corte di Treviso.
"Una scelta dettata dal futuro e a cui non potevo rinunciare. Ad ogni modo ho lasciato Padova senza interrompere i rapporti. Anzi, appena posso torno". E oggi hai un motivo in più per essere felice di quella scelta.
"Diciamo che sto vivendo un periodo in cui posso allenarmi con continuità. Era ora dopo l'intervento chirurgico a cui mi sono sottoposto nel giugno del 2010 per la rottura del tendine d'Achille sinistro". Su Facebook è festa grande da quando al gruppo "Vogliamo Michele Rizzo in Nazionale" hanno saputo che saresti stato titolare. Vuoi lanciare un messaggio ai tuoi tifosi?
"Ragazzi, grazie a tutto. Mi avete intasato il profilo ma vi voglio bene!" Come è iniziato tutto?
"Mio padre Mino un giorno si chiese quale sport fosse in grado di tenere a bada un bambino così vivace. Io trovai subito la risposta, ovviamente il rugby, e fui anche fortunato a ritagliarmi uno spazio nel gruppo visto che la classe '82 regalava un sacco di buoni giocatori in erba". Sempre pilone?
"Fino a 18 anni ho giocato anche numero 8. Arrivato in prima squadra prima linea fissa: tallonatore o pilone". E sempre a sinistra?
"A livelli importanti sempre. Ma ho provato anche a destra". Titolo di studio nel frattempo?
"Finito l'Alberghiero mi sono dedicato anima e corpo al rugby". A te che piace tanto portare il pallone avanti amerai alla follia il sistema di Brunel.
"Ogni pilone ha le sue doti. Le mie consegne riguardano anzitutto la mischia e la pulizia in ruck poi se mi troverò palla in mano tanto meglio". Le tue sensazioni in vista di Dublino.
"Il Sei Nazioni è sempre stato uno dei miei sogni da bambino. Ora il mio desiderio si è realizzato ma ora devo dimostrare il mio valore in campo".
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