Mallett: Ecco la mia Italia Di seguito il mio articolo pubblicato oggi su "AIR News".
“Nick Mallett, come mai ha scelto l’Italia?” Un centesimo per ogni risposta a tale domanda e lui, il nuovo ct azzurro Nick Mallett, a vedere i match di Bortolami e soci andrebbe in Limousine e Rolex d’oro sul polsino. Altro che prendersi cura di un gruppo uscito con le ossa rotte da Francia 2007, altro che la responsabilità di dover dare tutto e subito, dove per “subito” si intende da oggi a tre mesi, esordio dell’Italia al Sei Nazioni 2008. Insomma, perché Mallett ha scelto l’Italia? (In ginocchio sui ceci il primo che fraintende la domanda in un prosaico: “Chi te l’ha fatto fare?!”) Nella Sala Deluxe della Casa del Cinema di Villa Borghese, in una piovosa mattinata romana, Mallett torna a spiegarlo: “Avevo un accordo con Guazzini (presidentissimo dello Stade Français, ndr) per cui mi sarei preso due anni di stop per tornare a casa, in Sudafrica. Volevo stare con la mia famiglia ed allenare Western Province. Poi, finita l’esperienza con questo team, mi sono deciso ad accettare la proposta della Federazione italiana”. Il resto della storia lo racconta il presidente federale Giancarlo Dondi: “Non appena abbiamo avuto indicazioni da parte di Pierre Berbizier di voler lasciare la Nazionale, ci siamo messi subito sulle tracce di Mallett. Idea divenuta concreta quando su Internet abbiamo appreso della fine del contratto con Western Province”. Ed ecco l’”happy end”, col tecnico sudafricano a dire “Sì” ed a sfoggiare oggi per la prima volta lo stemma FIR sull’elegante gessato scuro.
“Tra noi ed il nuovo commissario tecnico abbiamo stipulato un contratto di quattro anni, con opzione di svincolo dopo il secondo”, ha spiegato Dondi che, in maniera... meno formale, ha poi aggiunto: “Quanto va a ‘pigliare’? La somma standard di un tecnico del suo livello. Sarà l'allenatore della prima squadra ma collaborerà anche con i colleghi della altre nazionali azzurre”.
GIA’ AL LAVORO Di rugbisti italiani finora Mallett ne ha visti tanti ed il primo contatto coi giocatori avverrà nel raduno di questo fine settimana alla Borghesiana. Ha visionato quelli che si arrabattano nelle Coppe europee, passando addirittura per i periferici campi della Serie A: domenica scorsa l’hanno avvistato durante Lazio vs Noceto… “Anzitutto desidero imparare l’italiano al più presto, successivamente voglio informarmi su livello tecnico di tutte le squadre anche per instaurare un proficuo dialogo con gli allenatori dei diversi club. Seguirò i campionati italiani, le Coppe europee e gli azzurri impegnati all’estero”. Problema quest’ultimo di non poco conto: “Sono rimasto sorpreso nel constatare che sono solo 60 i giocatori delle varie nazionali a militare nei tornei italiani. Bisogna aumentare questo numero, concentrandoci su gente veloce, grossa e tatticamente preparata. Per questo sport non serve altro”.
E GLI ORIUNDI? Sicuro che non serva altro? Attualmente l’Italia continua a trovare in estremo, apertura e mediano di mischia tre punti nevralgici scoperti. I soliti oriundi in vista? “Chiunque osservi il Rugby italiano è consapevole dell’esistenza di questi problemi. L’addio di Troncon (attualmente la FIR lo inquadra con un poco esaustivo ‘assistente allenatore’, ndr) ha scoperto un altro ruolo chiave. In vista del Sei Nazioni una soluzione potrebbe essere quella di lavorare sui vivai. Trovare giovani talentuosi che possano migliorare sul piano fisico e tecnico”.
OBIETTIVI A cosa ambisce allora Nick Mallett, sudafricano all’anagrafe, latino per vocazione? “Esistono due obiettivi, uno a breve l’altro a lungo termine. Il primo riguarda il prossimo Sei Nazioni: faremo di tutto per vincere tutte e cinque le partite; il secondo concerne invece quanto ci aspetta nei prossimi quattro anni. Vogliamo portare l’Italia nei primi otto posti del ranking e puntare ai quarti di finale della prossima RWC. Traguardo non difficile da raggiungere; alla fine, in Francia gli azzurri sono usciti per un calcio di punizione sbagliato”.
IL FLAMINIO DEI SOSPIRI Con la firma di Nick Mallett, la FIR ha ottenuto il primo successo. Il nuovo tecnico, intanto, si presenta con umiltà e voglia di fare. Soddisfatto anche lo sponsor Cariparma che, per voce del responsabile alle relazioni esterne Patrick Popelin, ha sottolineato “risultati ottimi, come lo scorso Sei Nazioni ed un Mondiale sfumato ‘ad un passo dal sogno’ (parafrasando il titolo di un libro fotografico sulla trasferta francese curato da Gian Franco Bellè e Francesca Battilani, ndr). Cariparma prosegue pertanto nel suo impegno per valorizzare il Rugby”.
E il cuore degli appassionati si gonfia di speranza guardando al futuro. Già, ma basta (mezzo) stadio a far tornare tutti coi piedi per terra. “I lavori di ristrutturazione allo Stadio Flaminio sono stati sospesi per ragioni burocratiche – ha informato Dondi –. La legge impone infatti una verifica strutturale. Per la sistemazione del sottotribuna bisognerà attendere ancora. Contiamo nel completamento degli spogliatoi in tempi utili, per poi concentrarci sull’ospitalità e sulle aree stampa. Stiamo studiando la creazione di un villaggio per il Sei Nazioni”.
L’ESEMPIO DEL RUGBY Metti il naso fuori dalla Casa del Cinema e ti accorgi di quanto oggi sia triste Roma, chiamata a dare l’addio a Gabriele Sandri, il tifoso della Lazio ucciso mentre raggiungeva Milano per una partita di calcio. La domenica più assurda che lo sport italiano ricordi, e qualcuno ha deciso di reagire alla cosa nel modo peggiore. La violenza è allora tornata negli stadi del Pallone e la cronaca nera a stridere nuovamente con quella sportiva. Dondi viene chiamato a dire la sua sull’argomento e su come il Rugby possa offrire il buon esempio: “Quanto accaduto rattrista tutti. Per principio, però, è in questi momenti che mi rifiuto di paragonare il nostro sport ad altri. Nel Rugby reazioni violente di quel tipo negli stadi non potranno mai accadere fino a quando si manterrà il tutto nei canoni della disciplina sportiva, senza sfociare in puro e semplice sfogo sociale”.
LA NUOVA ITALIA
Nick Mallett – Commissario tecnico
Carlo Checchinato – Team Manager
Jean - Philippe Cariat – Assistente allenatore trequarti
Carlo Orlandi – Assistente allenatore avanti
Alessandro Troncon – Assistente allenatore
Alex Marco – Preparatore atletico
David Fonzi – Video analyst
Gianluca Melegati – Responsabile medico
Marco Pastacchini – Medico di squadra
Roberto Pozzoni – Medico di squadra
Yarno Celeghin – Fisioterapista
Sante Lugarini – Osteopata
Alessandro Trabattoni – Chiropratico
Silvia Pogliaghi – Nutrizionista
Alberto Calabrò – Responsabile logistico
14 / 11 / 2007
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