Marcato, io il quarto Re Magio
Di seguito il mio arcolo pubblicato oggi su "AIR News".

Apertura di ventiquattro anni e di formazione italiana. Andrea Marcato, in pratica il quarto Re Magio. In dono non reca oro, argento né tantomeno mirra, semmai è costretto a portarsi dietro le speranze di un movimento intero che vede in lui un discendente di Bettarello, Troiani, Bonomi... insomma, un numero 10 italiano come la Torre di Pisa ed il traffico in tangenziale.
Gli inizi e fino all'Under 15 tra le fila del Selvazzano, poi il Petrarca e da tre anni a questa parte il Benetton Treviso. Oggi, cioè da domenica e fino al prossimo martedì, il nuovo esame di Andrea avrà il colore azzurro e lo sguardo serio di Nick Mallett. All'Acqua Acetosa, sede del raduno della Nazionale, gli occhi saranno tutti parcheggiati su quel numero 10 che somiglia sempre più al celeberrimo Nino della Leva Calcistica cantata da De Gregori.
Andrea, come ti senti in questo periodo?
La voce è ferma e non certo tipica del chiacchierone. "Sono molto contento, anche se non è ancora successo nulla. Tra i 32 convocati saranno scelti i 26 che andranno al Sei Nazioni. Manca ancora un passo".
D'accordo, ma di aperture pure in quella lista di 32 ci siete solo tu e Ramiro Pez, mentre l'ipotesi Masi appare suggestiva ma ogni giorno meno praticabile...
"Ok, ma non si sa mai. E poi bisogna vedere anche che idea avrà Mallett. Una cosa è certa: darò il massimo".
Solita domanda: come mai in Italia permane quel paradosso secondo cui è impossibile trovare aperture italiane? Anche secondo te il problema nasce nei vivai?
"Francamente non saprei come rispondere. Per quanto riguarda i giovani ce ne sono tanti. Certo, manca qualche ruolo specifico forse dovuto ad un vuoto generazionale. Ecco, può anche darsi che la colpa non sia di nessuno".
Mallett ha scelto i giovani. Che tipo di contributo potranno dare al gioco azzurro?
"Spero principalmente che tutti portino entusiasmo. Sul piano del gioco nessuno dovrà avere paura di sbagliare, tutti concentrati a dare il massimo. E poi bisogna sempre capire come vorrà giocare Mallett".
Treviso, Calvisano, grosse realtà che hanno scelto di affidare ai talenti nostrani ruoli chiave nel loro schieramento. Cosa ne pensi?
"Sicuramente Benetton e Cammi stanno dando un esempio importante. Avvicinano gradualmente i giovani alla prima squadra per poi affiancarli a giocatori d'esperienza. E' di sicuro il modo migliore per farli crescere".
Apertura di ventiquattro anni e di formazione italiana. Non sentirai troppo il peso di essere "il quarto Magio"?
"Al momento non sento questa responsabilità ma ho tantissima voglia di provarci. Ripeto: non è ancora successo nulla e adesso devo solo concentrarmi sulla selezione. Sono un tipo che ragiona così, un passo alla volta".
15 / 01 / 2008