Marcato scalcia i fantasmi, Italia in trionfo

Andrea Marcato ha la faccia del liceale appena uscito dall’ufficio del preside. Lo noti in uno spiraglio nel muro di cameraman e giornalisti che lo assalgono. “Andrea, cosa hai provato al momento del drop?” “Mah... non so... ho preso la palla, ho calciato... poi ho guardato il tabellone per vedere quanto mancava. Per fortuna trenta secondi soltanto...”.
Andrea Marcato ha la faccia del liceale diventato uomo tutto d’un colpo. In quei trenta meravigliosi secondi che trascorrono dopo che ha appena infilato il drop del 23 a 20 con cui la sua Italia piega la Scozia. Cucchiaio di legno scongiurato, cancellata anche la maledetta notte di St Etienne, è il giorno degli abbracci e della consacrazione di un 24enne con la freddezza del lupo di mare.
Per scongiurare la quinta sconfitta, oggi è sceso in campo tutto il Flaminio. Un respiro unico, un cuore soltanto a battere il tu – tum tu – tum di quegli incredibili istanti finali. Roma ha gioito ma ha anche sofferto. E imprecato, perché l’Italia di Mallett è sembrata fare di tutto pur di perdere la partita della tranquillità.
Già, “della tranquillità”, perché contro la Scozia dei compitini assegnati dal ct Frank Hadden il match è tutto fuorché un esercizio di stile, un concorso di bellezza a chi mostra il gioco più arioso. Ma Picone e soprattutto Masi si perdono, costretti come sono a condurre ritmi sostenuti in mediana con l’angoscia di sbagliare. Angoscia che tra gli uomini veloci si trasforma in frenesia, come quando nella ripresa Robertson e Canale preferiscono pestarsi i piedi anziché creare una buona azione d’attacco.
Meglio allora imporre il proprio cavallo di battaglia, una mischia chiusa addirittura straripante quando al quarto d’ora passeggia sugli avversari costringendoli al fallo e dunque alla meta tecnica per i primi 7 punti azzurri.
Come previsto non c’è storia nella battaglia in prima linea Lo Cicero – Ghiraldini – Castrogiovanni contro Jacobsen – Thomson – Murray, con Parisse recuperiamo palloni a camionate, ma gli errori di trasmissione dell’ovale ed il consueto magrissimo gioco al piede sono una manna per la Scozia. Che, per l’appunto, veleggia sulle ali della tranquillità, territorio privilegiato dal mediano di mischia e capitano Mike Blair eccellente nell’interpretazione della gara. Le due mete degli Highlanders sono un bel regalo di Pasqua anticipato: Hogg ma soprattutto lo stesso Blair, indisturbato a raccogliere da nostro raggruppamento, più un piazzato di Parks fanno 10 – 17 all’intervallo.
La verità è che tra Italia e Scozia regna l’equilibrio. Si è visto oggi, si è visto a St Etienne e si vedrà per chissà quanto altro tempo ancora. Basta l’indecisione di una pedina all’interno dello scacchiere ed il piatto della bilancia finisce per abbassarsi. La meta di Canale al 60’ è emblematica: intercetto dell’onnipresente Parisse, trenta metri di break fino alla ventidue avversaria poi lo scarico per “Gonzo” e la marcatura in mezzo ai pali. 17 a 17 che diventa 20 a 20 grazie ai piazzati di Marcato e Paterson e che si trasforma ancora grazie al già citato drop per un finale suspense degno del miglior Hitchcock.
Ieri le dichiarazioni di guerra di Nathan Hines (“Non vogliamo più vivere momenti come quelli dell’anno scorso a Murrayfield, venderemo sempre cara la pelle”), oggi quelle più irritate di Hadden che ha da ridire sull’arbitraggio del gallese Nigel Howens, quello, per intenderci, della meta fantasma dell’Irlanda contro l’Italia a Belfast. “Anche a noi, in passato, è capitato di recriminare sugli arbitraggi – chiosa il presidente federale Giancarlo Dondi –. Pensiamo a goderci la vittoria. Certo, siamo ultimi, ma anche il Galles ha chiuso in questa posizione lo scorso anno”. Ha ragione lui, le lacrime hanno finalmente lasciato lo spazio alla gioia e ai sorrisi. E il più bello di tutti è quello di Andrea Marcato, un liceale diventato uomo in un pomeriggio memorabile.
Foto: Sergio Parisse in azione (Pino Fama)
SEI NAZIONI - V GIORNATA
Stadio Flaminio, Roma - Sabato 15 marzo 2008
ITALIA - SCOZIA 23 - 20
Italia Marcato; Robertson, Canale G., Bergamasco Mi., Galon; Masi (61' Travagli), Picone (63' Patrizio); Parisse (cap), Zanni, Sole; Bortolami, Del Fava (47' - 54' Erasmus); Castrogiovanni (58' Nieto), Ghiraldini (69' Ongaro), Lo Cicero (57' Perugini).
Allenatore: Mallett
Scozia Southwell; Danielli (6' Henderson), Webster, Morrison, Paterson; Parks, Blair (cap); Taylor, Hogg (70' Brown), Strokosch; MacLeod (53' White), Hines; Murray (58' Smith), Thomson (53' Lawson), Jacobsen (57' Dickinson).
Allenatore: Hadden
Arbitro Nigel Owens (Galles)
Marcatori 13' meta tecnica Italia tr Marcato (7 - 0), 21' m Hogg tr Paterson (7 - 7), 25' cp Parks (7 - 10), 37' cp Marcato (10 - 10), 40' + 2 m Blair tr Paterson (10 - 17); 60' m Canale tr Marcato (17 - 17), 71' cp Marcato (20 - 17), 73' cp Paterson (20 - 20), 80' d Marcato (23 - 20).
Le statistiche del match a cura di SAS Rugbydata
Mete 1 - 2
Mete tecniche 1 - 0
Trasformazioni Marcato 2/2 - Paterson 2/2
Calci piazzati Marcato 2/4 - Paterson 1/1 + Parks 1/1
Drop Marcato 1/1 - 0/0
Mischie vinte 8 - 8
Mischie perse 0 - 0
Touche vinte 10 - 14
Touche perse 1 - 1
Punizioni concesse 3 - 8
Calci liberi concessi 0 - 6
Maul vinte 6 - 3
Ruck e drive 19 - 34
Ruck e passaggio 44 - 54
Passaggi completati 105 - 144
Calci 28 - 32
Errori da calcio 3 - 1
Calci in touche 9 - 7
Placcaggi effettuati 116 (13 Del Fava) - 85 (10 Strokosch)
Placcaggi mancati 9 (2 a testa per Masi e Picone) - 9 (3 Webster)
Ricicli 5 - 16 (4 Strokosch)
Errori commessi 13 (2 a testa per Galon e Marcato) - 16 (7 Parks)
Minuti di possesso 14' 55" (Pt) / 19' 14" (St) - 20' 32" (Pt) / 13' 15" (St)
Minuti in campo avversario 22' 40" (Pt) / 17' 16" (St) - 21' 30" (Pt) / 24' 32" (St)
CLASSIFICA
Galles 8 (+65)
Francia 6 (+27)
Irlanda 4 (+17)
Inghilterra 4 (+2)
Scozia * 2 (-51)
Italia * 2 (-57)
Tra parentesi la differenza punti
* una partita in più
15 / 03 / 2008