Orlandi: Roma come Grenoble, il segreto è la tranquillità ore 13:47 La palma dell'ottimismo spetta senza dubbio a Carlo Orlandi, il tecnico degli avanti azzurri che una settimana fa rilasciava dichiarazioni del tipo: "Ci parlate sempre di Grenoble '97, ma perché non concentrarsi su Roma 2011?" Accontentato: 12/3/2011, Italia-Francia 22-21, un altro giorno da ricordare. "Eppure credo ci siano similitudini tra Grenoble e Roma. Sabato gli azzurri erano tranquilli come i loro predecessori 14 anni prima. Pur essendo sotto nel punteggio hanno ritrovato la serenità necessaria per reagire, risollevarsi. La calma indispensabile per vincere".
Ma quei 14 anni sono passati eccome nella testa di Orlandi. "Sabato ero contentissimo per i ragazzi, che gioivano per un successo frutto soprattutto dei loro sforzi. Però, lo ammetto, battere la Francia da allenatore è diverso dal farlo da giocatore".
Il successo con i Galletti, tuttavia, potrebbe trasformarsi in un'arma a doppio taglio. "Se andassimo in Scozia con in testa solo la Francia finirebbe davvero malissimo".
GUERRA Dunque nervi distesi, bottiglie di champagne nel cassonetto e Murrayfield nel mirino. Convinti soprattutto di aver vinto la proverbiale battaglia, non certo la guerra. Perché tale sarà contro gli Highlanders. "In mischia chiusa contro la Francia è andato male l'ingaggio. Gli scozzesi in prima linea sono scorretti e maliziosi, se non ci concentrassimo nel fare un buon ingaggio potremmo incorrere spesso e volentieri in penalità".
Kellock e compagni, in particolare, "ieri in Inghilterra hanno mostrato grande voglia di aggredire gli avversari e portare avanti il pallone. E' la propria indole. Ci aspetta una guerra (appunto). Autentica".
ARMI Non resta allora che concentrarsi sulle armi. Un nome e cognome qualsiasi: Andrea Masi. "Ancora non sappiamo se schierarlo estremo o meno anche in Scozia - le parole del tecnico dei trequarti Alessandro Troncon - Ci saranno comunque altre possibilità di rivederlo 15. Un'alternativa a McLean che, da par suo, dovrà lavorare sodo".
Dopo il trionfo del Flaminio non è cambiato nulla secondo Tronky, anche perché "non ci sarebbe sbaglio peggiore che credere di essere arrivati. Negli spogliatoi l'altroieri c'era incredulità perché non siamo abituati a vincere. E' stato un momento importante per i ragazzi e se lo sono goduto. Ora però voltiamo pagina".
Già, quella Scozia che ha fatto sudare la Calcutta Cup all'Inghilterra più di quanto non ci si aspettasse. "E' una squadra propositiva con tante individualità importanti. Contro di noi si giocherà l'ultima opportunità di vincere in questo Sei Nazioni e per giunta lo farà in casa. Hanno già sbagliato contro di noi nel 2007, certo non avranno intenzione di ripetersi".
No, il nostro Sei Nazioni non è ancora finito.
Foto: Carlo Orlandi (a destra) con il ct Nick Mallett
14 / 03 / 2011
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