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Parisse e l'Italia... all'italiana

Di seguito il mio articolo pubblicato oggi su "AIR News".

"Io e Mauro Bergamasco stesso infortunio e stessa prognosi; per quanto mi riguarda torno a disposizione dal 1° gennaio. Tutto sommato mi è andata bene, potevo anche saltare il Sei Nazioni". Firmato Sergio Parisse, teorico della filosofia del "bicchiere mezzo pieno".
Eppure ce ne sarebbero di prove per fare causa alla sorte... L'ultima della serie domenica 18 novembre, giorno di Bristol - Stade Français, seconda di Heineken, nella medesima azione cadono sia Bergamauro che il bel Sergio. Caviglia sinistra scassata per il primo, destra per il secondo. Per lo Stade Français campione di Francia in carica è l'apoteosi della sfiga: due brutte sconfitte tra campionato (Toulouse) e coppa (appunto Bristol), giocatori infortunati due a due e altri elementi che non si sentono tanto a casa come Juan Martin Hernandez, apertura della più bella Argentina mai vista. Di questo parliamo allora con l'ottimista Sergio, che poi si lancia in una ricetta vincente tutta italiana per la Nazionale. Sentiamo... pardon: leggiamo.
Per lo Stade si può parlare di crisi o è ancora prematuro visto che, in Top 14, siete a soli quattro punti dalla capolista Toulouse?
"Chiunque veda lo Stade Français - risponde la terza linea azzurra - si aspetta una squadra che vince tutto, sia in coppa che in campionato. Semplicemente non è stato il nostro inizio migliore, anche se abbiamo ottenuto una vittoria importante con bonus col Bayonne e venerdì dovremmo ottenere altri cinque punti col Dax. A Bristol, doppio infortunio a parte, è stata proprio una brutta partita. In trasferta non siamo ancora riusciti ad ottenere granché".
Qual è il problema?
"Il problema è che in fase di preparazione allo Stade sono mancati tanti giocatori impegnati in Coppa del Mondo. E poi infortuni che non ci volevano: quello di Mauro ad esempio è capitato in un buon periodo di forma per lui. La verità è che al momento siamo una squadra incompleta. In prima linea aspettiamo che tornino al 100% Roncero, de Villiers e Marconnet...".
Come giudichi il caso Hernandez? Cederà secondo te alle offerte dei Leicester Tigers di Loffreda?
"Juan è un bravissimo ragazzo e non ha mai nascosto il suo gradimento per il Rugby inglese così come non è in discussione la sua voglia di cambiare aria. Penso che nel suo ruolo lui sia uno dei migliori al mondo e quindi è normale che riceva tante offerte. Io però sono convinto che rimarrà a Parigi e ci aiuterà tantissimo".
Pagina Nazionale. Cosa pensi di Mallett?
"Non ho ancora avuto il piacere di conoscerlo visto che ho dovuto saltare il raduno alla Borghesiana. Di lui so quel che si dice: è un allenatore che ha vinto tanto, serio, che ci sa fare. È riuscito a fare grandi cose sia con lo Stade che col Sudafrica e credo che contribuirà all'evoluzione del nostro gioco".
Comunque sia Mallett dovrà sciogliere il nodo apertura. Si parla di una convocazione per Gerard Fraser, 10 del Calvisano, e addirittura di un possibile impiego di Masi nel ruolo. Per finire i giovani Buso o Marcato. Qual è la strada migliore?
"La Nazionale trova ancora grosse difficoltà per quel ruolo. Penso comunque che Pez e Scanavacca, e anche De Marigny, abbiano lavorato bene ma ancora non abbiamo trovato la stabilità. Io credo sia giusto dare fiducia a giocatori come Marcato e Buso, dare spazio ai giovani italiani insomma. Meritano di essere valorizzati, provati. Masi? Può giocare ovunque e può fare qualsiasi cosa: ha la capacità e la tecnica per farlo. Può essere una soluzione ma è difficile cambiare impostazioni dall’oggi al domani; già quando ha dovuto spostarsi da centro ad ala nel Biarritz ha fatto fatica. E' pur vero che in Nazionale è bellissimo giocare in qualsiasi posizione".


Foto: Fornasetti per AIR

28 / 11 / 2007

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