Polemica... al "Pepe", una questione di correttezza

"Queste cose succedono solo in Italia". La polemica di questi giorni vede un Andrea Scanavacca amareggiato e scatenato. Al 34enne mediano d'apertura rodigino, recordman di punti segnati in campionato (3212), quella esclusione dai quaranta azzurri convocati per il raduno di Aosta è rimasta sullo stomaco. E non bastano gli sms di solidarietà dei suoi compagni in Nazionale, nemmeno il sostegno di tanti appassionati: la delusione porta a pronunciare frasi più dirette. Frasi dolorose: "Potrei anche smettere". Le ultime due battute della vicenda le ha aggiunte ieri il presidente federale Dondi: "Capisco la sua amarezza" e "Abbiamo fiducia nelle scelte del ct Berbizier.
Tuttavia è proprio "Queste cose succedono solo in Italia" a colpire più delle altre dichiarazioni. Anche perché apre un mondo ed un'altra vecchia ferita. Tra i "motivi politici" che lo stesso "Pepe" cita, e che sarebbero alla base della sua esclusione, c'è infatti anche quella certa "esterofilia" ostentata in casa Italia. Facendo un rapido conto, dei quaranta chiamati ad Aosta sono ben diciannove gli azzurri non italiani di formazione. Venti, se nel mucchio capita anche Manoa Wosawai, eleggibile per la Nazionale dal prossimo 2 settembre ed invitato al raduno da 41° uomo. Ma, a proposito, chi giocherà all'apertura? Facile, uno a scelta tra Kris Burton (Orleans, terza divisione francese), Luciano Orquera (riserva del Brive) e Ramiro Pez (riserva del Bayonne).
Il problema però è che si rischia di partire per la tangente. In realtà - o almeno ipotizziamo possa essere realtà visto che il concetto lo ribadisce spesso nelle sue interviste - a Scanavacca girano più che altro per l'atteggiamento di Berbizier. Con cui aveva stabilito di saltare il tour in Sudamerica a scopi precauzionali e con cui, e qui la cosa risale all'ultimo Sei Nazioni, aveva concordato il turn over in favore di Ramiro Pez. Limpido come il sole che chi in questi giorni scrive attorno a Scanavacca e Berbizier ben poco sappia sul cosa accidenti i due si siano davvero detti, eppure il buon Pepe non riferisce di discussioni su scudi spaziali, guerre fredde e quant'altro. Parla di un argomento più semplice (o forse più complicato?): la correttezza.
Foto: www.air.it 25 giugno 2007