Risposta a Neroverdi
In merito all'intervento degli amici "Neroverdi" sul forum:
Salve Neroverdi, cosa dirvi? Credo che abbiate centrato in pieno la questione e che da parte mia ci sia poco o nulla altro da aggiungere.
Iniziamo comunque dal progetto: da "grillo parlante", qualifica sotto cui viene riconosciuta la maggior parte della stampa aquilana, come altri colleghi ho fatto presente all'attuale dirigenza come non si possa continuare a parlare di "nuovo che avanza" quando i nomi nel cda rimangono gli stessi noti già da anni. Capitolo retrocessione: il "caso Bocchini" ha diversi responsabili. Gli addetti alla compilazione della lista gara neroverde in occasione del match col Gran Parma (a proposito, un tizio come Loader qualche anno fa sarebbe stato preso a calci e con quel "mezzo di trasporto" portato via dal "Fattori") ma anche in sede federale errori sono stati commessi. "D'accordo - direte voi - ma i consiglieri federali Vincenzo De Masi e Carlo Caione perché non hanno fatto la voce grossa?" Perché evidentemente nulla si può quando perdi spaventosamente sul piano della credibilità: la vera retrocessione dell'Aquila Rugby è questa, non prendiamoci in giro.
Sul nodo squadra posso essere d'accordo sulle vostre impressioni, soprattutto per quanto concerne Tripodi, ma su Rosa penso che i neroverdi non possono che pagare le solite "tentazioni" dei grossi club del Nord. Per il resto, e qui do ragione a L'Aquila, la gente non puoi mica legarla. Per Legora invece da quanto ho visto il giocatore non si è trovato proprio a suo agio nell'idea del "sangue, sudore e lacrime" per tornare nell'Elite del Rugby italiano, giocando al rilancio. Sono infine d'accordo sull'aspetto per cui quest'Aquila non sarebbe di categoria superiore. La filosofia insegna però che la verità sta nel mezzo e francamente non mi sento di biasimare Loreto Cucchiarelli quando dichiara di aver trovato non poche difficoltà a reperire italiani di livello... anzi, italiani. Poi non dimenticatevi che bisogna combattere anche contro il "professionismo balengo" di alcuni giocatori, prima messi sotto contratto poi fuggiti per oscure ragioni che non ci è dato di conoscere. E scusate se non cito nomi e cognomi ma la voglia di fare pubblicità a dei dilettanti è davvero poca. Ecco, spero di avervi accontentato e che vi facciate presto riconoscere, in modo da condividere anche personalmente mali, malesseri e malattie del Rugby aquilano. Ciao, Christian
24 luglio 2007