RWC, sul tetto del mondo sale il Sudafrica

L’oro della Webb Ellis Cup scintilla tra le manone di John Smit. Ha un sopracciglio rosso e rattoppato alla carlona il capitano degli Springboks. I segni di una battaglia che vale il 15 a 6 con cui un popolo intero festeggia il suo secondo trionfo mondiale. Appena dietro a Smit Os du Randt ha le braccia verso il cielo; c’era anche lui quel pomeriggio di 12 anni fa a Johannesburgh, quando Nelson Mandela consegnava il trofeo più ambito a François Pienaar.
In un cantuccio rimane l’Inghilterra e il viso gelido del suo uomo immagine, Jonny Wilkinson. Quattro anni fa fu un suo drop a portare la nazionale della Rosa sul tetto del Pianeta, mentre oggi rimangono solo le briciole. Ma c’è anche Jason Robinson, leone indomabile sebbene ferito: il braccio destro tenuto da una fasciatura. Ma il dolore che prova si trova ad una decina di metri da quel braccio, sul palco premiati.
Sono loro i protagonisti di una serata indimenticabile allo Stade de Françe. Il gran galà dell’orgoglio Springboks, la festa meritata per una squadra che Jake White voleva perfetta e perfetta è stata.
Difficile trovare una finale bella, almeno così recita un vecchio adagio. Sudafrica ed Inghilterra si sono impegnate a fondo per rispettare il copione. Deluso chi si aspettava le folate di Habana, ma anche chi prevedeva il solito monologo di Wilkinson e del suo amato piede. Dicevamo della perfezione sudafricana: viene costruita anzitutto in mischia, mettendo anzitutto sotto pressione una prima linea in altre circostanze brillante d’astuzia. Tuttavia è nel secondo tempo che il Sudafrica concretizza la propria superiorità, spegnendo anche il più tenue barlume d’idea alle offensive inglesi. Britannici che godranno sì di maggior possesso, ma senza poter sfruttare, con Wilkinson, l’eventuale peccatuccio d’indisciplina altrui.
Il primo tempo finisce con tre piazzati di Montgomery contro uno di Wilkinson, 9 a 3, e quel gap nel punteggio sembra quasi un match point. Poi, al ritorno in campo, il ’fattaccio’: splendido break di Tait nel cuore della difesa sudafricana, nella fase successiva la palla arriva a Cueto che schiaccia in meta. Il TMO australiano Dikinson, però, vede un alluce dell’ala inglese sfiorare la linea di touche, meta da non convalidare. Arriva comunque il 9 – 6 firmato da Wilkinson, ma vuoi mettere?
Il XV di Ashton si fa spregiudicato. I ritmi accelerano e si moltiplicano le giocate alla mano, ma è proprio nel momento opportuno che i Bianchi perdono pezzi importanti. Prima Robinson – al suo posto uno spaesato Hipkiss e l’esausto Tait che scala estremo – poi Catt e, più tardi, Worsley. Quest’ultimo in terza linea deve addirittura lasciare il posto a Richards. Ai paurosi problemi sul piano fisico deve porre rimedio il cuore. Se ne ostenta tanto, ma non è sufficiente.
Montgomery al 50’ fa 12 a 6, il ventenne Steyn al 62’ arrotonda a 15. Esattamente quanto basta per incidere la parola “South Africa” sul trofeo.
L’oro della Webb Ellis Cup scintilla tra le mani di Smit e intanto ci guardiamo indietro. Pensiamo a 42 giorni di Mondiale avvincenti, sorprendenti, bellissimi. Un Mondiale in cui alla fine rimangono più vincitori che vinti, tutti ad incorniciare il proprio pezzo di gloria. Viene in mente l’Argentina ma anche le Figi – che a questo Sudafrica hanno dato filo da torcere – e ancora Tonga, Georgia e persino Portogallo. Però neanche le delusioni sono passate inosservate: Nuova Zelanda, Francia (nonostante la vittoria sugli All Blacks forse la vera perdente), Galles, Irlanda e la nostra Italia, tornata piccola in un Amen.
Tutto sommato ci siamo divertiti, e adesso che Francia 2007 è passata agli archivi siamo contenti che non si sia trattato solo di un sogno.
Sudafrica 15 Percy Montgomery, 14 JP Pietersen, 13 Jaque Fourie, 12 Francois Steyn, 11 Bryan Habana, 10 Butch James, 9 Fourie du Preez, 8 Danie Rossouw (72’ van Heerden), 7 Juan Smith, 6 Schalk Burger, 5 Victor Matfield, 4 Bakkies Botha, 3 CJ van der Linde, 2 John Smit (c) (72’ – 77’ du Plessis), 1 Os du Randt.
Inghilterra 15 Jason Robinson (47’ Hipkiss), 14 Paul Sackey, 13 Mathew Tait, 12 Mike Catt (51’ Flood), 11 Mark Cueto , 10 Jonny Wilkinson, 9 Andy Gomarsall, 8 Nick Easter (65’ Dallaglio), 7 Lewis Moody (63’ Worsley, 71’ Richards), 6 Martin Corry, 5 Ben Kay, 4 Simon Shaw, 3 Phil Vickery (c) (41’ Stevens), 2 Mark Regan (63’ Chuter), 1 Andrew Sheridan.
Arbitro Alain Rolland (Irlanda)
Marcatori 7’ cp Montgomery (3 – 0), 12’ cp Wilkinson (3 – 3), 16’ cp Montgomery (6 – 3), 40’ cp Montgomery (9 – 3), 44’ cp Wilkinson (9 – 6), 50’ cp Montgomery (12 – 6), 62’ cp Steyn (15 – 6).
21 ottobre 2007
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