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Sarà un Sei Nazioni... casalingo

Di seguito il mio articolo pubblicato oggi su "AIR News".

Sei Nazioni 2008. S'inizia dal sapore, che quest'anno in ottica italiana sarà dolcissimo. Due match - il 10 febbraio contro l'Inghilterra, il 15 marzo contro la Scozia - per la prima volta nella storia da disputare in "casa" nel senso pieno del termine. La Casa del Rugby nostrano, quel Flaminio passato di recente sotto la gestione della Federugby. Alla cerimonia di presentazione del Torneo con la "t" maiuscola tenuta questo pomeriggio a Roma, presso una gremita Sala della Protomoteca in Campidoglio, in pratica non s'è parlato d'altro. Nonostante tutto...
Nonostante l'agenda stracolma del sindaco Walter Veltroni che costringe il primo cittadino ad una fuga anticipata; nonostante il comprensibile broncio del ministro dello Sport (anzi ex) Giovanna Melandri; nonostante per l'Italia, quella che scenderà in campo, si prospetti uno dei tornei più duri della sua storia, il primo dell'era Nick Mallett, il primo dopo un Mondiale zeppo di rimpianti. Per il resto, si continua a gioire per un movimento col vento sempre più in poppa. Tutti gli intervenuti in Campidoglio l'hanno sottolineato: Veltroni, Melandri ed il presidente federale Giancarlo Dondi in testa, ma anche il segretario generale del CONI Raffaele Pagnozzi, l'assessore allo Sport della Provincia di Roma Adriano Panatta, il direttore Comunicazione dello sponsor Cariparma Patrick Popelin ed il direttore generale di Telecom Italia Media (per La7) Marco Ghigliani.
"Con FIR e CONI - ha spiegato Veltroni - ci siamo mossi per raggiungere un duplice obiettivo: ampliare lo stadio con 6mila posti supplementari ed aumentare anche la fruibilità dell'impianto. Tutto questo perché il Sei Nazioni è ormai uno degli appuntamenti fondamentali dello sport nella Capitale".
"Quanto avevamo programmato - ha ribadito Dondi - è stato ottenuto proprio grazie alla città di Roma ed al CONI. Abbiamo noi la gestione del Flaminio ma ci sarà spazio anche per le altre discipline che fino ad oggi hanno usufruito della struttura. Parallelamente a questo stiamo lavorando per allestire, come avviene anche in altri Paesi, aree accoglienza (come il 'Terzo Tempo Birra Peroni Village', ndr) ed altre rivolte al merchandising".
Si va sul tecnico. Ad un tiro di schioppo dall'esordio del 2 febbraio a Dublino contro l'Irlanda, Dondi ha parlato di un'edizione del Sei Nazioni "difficile, eppure confido nello spirito di rivincita degli azzurri e sono sicuro che faremo un bel torneo. Vogliamo progredire anno dopo anno per arrivare al livello dei grandi d'Europa e giocarci traguardi importanti".
Almeno sul piano dell'immagine, obiettivi impensabili fino a qualche tempo fa sono comunque stati raggiunti. "Sentite" ad esempio la Melandri: "Mi trovo qui sebbene attualmente il nostro Paese attraversi un momento difficile sul piano politico. Inoltre, proprio oggi la Lega Nazionale Dilettanti del calcio ha diramato una nota in cui annuncia l'applicazione del 'terzo tempo' anche nei campionati minori. Lo sport italiano deve essere grato al Rugby per l'esempio che questa disciplina ha saputo dargli".
Entusiasmanti anche le parole di Ghigliani che ha illustrato i dati fatti registrare da La7 grazie al Sei Nazioni: 704.900 telespettatori di media rispetto ai 398.800 della prima edizione coperta dall'emittente. "Ci piace proporre gli sport 'migliori' più che quelli 'minori' - ha spiegato il responsabile della proprietà -. Anche alla luce di queste cifre, il torneo sarà per noi l'evento principale di questo 2008".
A questo punto la palla passa a Parisse e soci. E ad un Nick Mallett che è già diventato paladino dell'Italia... italiana, dell'Italia che riscopre i giovani talenti, dell'Italia che strizza l'occhio agli esperimenti (uno su tutti Masi all'apertura). "Faremo tutto il possibile per vincere - ha assicurato il tecnico sudafricano - e dare il massimo dell'intensità per tutta la durata degli incontri". Noi, caro Mallett, ci contiamo.

Foto: Pino Fama

25 / 01 / 2008


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