Scompare la Leonessa, in A sale Milano Fonte: "Brescia Oggi"
Come ventilato in questi giorni, la Leonessa non si iscriverà al prossimo campionato di A1, ma si fonderà con l’Amatori Milano, al quale cederà il titolo sportivo della categoria. Pertanto sarà l’Amatori a disputare la A1.
Il passo indietro è netto e assomiglia a un atto di morte. È vero infatti che la Leonessa resterà come società giovanile, ma nel settore sopravviverà come Rovato, club già esistente e operante a livello giovanile.
Di fatto, l'A1 lascia Brescia per il "Giuriati" di Milano, campo di casa dell'Amatori. Sempre nel capoluogo lombardo giungeranno i dirigenti e gli atleti della Leonessa. Di questi ultimi, quelli che ci staranno...
Va in porto così la fusione con Milano dopo che con il Brescia si sono registrati solo fallimenti. Trattative interrotte e lo scorso anno dopo che sembrava fatta, il no della Federazione che divise ancora una volta le strade delle due società.
Quanto all’Amatori Milano, il club meneghino è alla sua seconda operazione di questo tipo con un team bresciano. Si fuse infatti con Calvisano subito dopo essere stato abbandonato da Silvio Berlusconi, allora presidente della Polisportiva Milan. Si inabissò poi per qualche anno dopo che Calvisano archiviò l’esperienza, per rinascere nel 2002 a nuova vita. E arrivando alla Serie B, senza però riuscire né quest’anno né quello precedente a salire in A, battuta sempre nella finale play off.
Per quanto riguarda la Leonessa, si chiude una vicenda caratterizzata da grandi aspettative deluse. È la vicenda del Rugby Rovato che negli anni Novanta fu protagonista di una escalation notevole, passando dai campionati minori (la Serie C) al semiprofessionismo della Serie A. Un’accelerazione resa possibile da forze locali: un gruppo di giovani bresciani, da Barbaglia a Passerini, da Beretta a Bignotti, solo per ricordare qualcuno, che sotto la guida di Massimo Borra finirono, non sapevano bene neppure loro come, quasi in cima. Restare nel professionismo tuttavia si dimostrò più difficile che arrivarci. Il club si diede obiettivi ambiziosi che si concretizzarono nel progetto della Leonessa, cui era però funzionale lo sbarco in città. A Brescia un piede ce lo mise, ma mai completamente due, e il progetto rimase vittima del dualismo con il Rugby Brescia, tanto che quel secondo polo rugbistico, alternativo a Calvisano, che era il vero sogno rovatese, non decollò mai. Gli anni di Super 10, le coppe europee si rivelarono in fin dei conti un passo troppo lungo, per il quale la società non era sufficientemente strutturata. Né sono bastati a rilanciarsi gli ultimi anni di austerity, l’idea di un club tagliato sulle reali (debolucce) potenzialità del Rugby bresciano, ma comunque adatto a valorizzare i giovani locali. Un ritorno al passato, coinciso anche con il ritorno fisico allo stadio di Rovato. Un ripensamento e un ridimensionamento arrivati tuttavia troppo tardi. Non è rimasto che il trasloco: a Milano.
26 / 06 / 2008
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