Scudetto, Heineken e Serie A, le cose da non dimenticare

Monza, stadio "Brianteo", 19 maggio 2007. Il Benetton Treviso conquista il suo tredicesimo titolo italiano sconfiggendo 28 a 24 l'Arix Viadana ai tempi supplementari. Ma più della festa finale dei "nuovi" scudettati davanti a 11.350 appassionati, più degli ultimi trenta minuti palpitanti, più dell'incredibile rimonta operata dai trevigiani - capaci di agguantare il pareggio con una meta di Wentzel all'86' - ciò che veramente chi scrive non dimenticherà sarà la faccia del tallonatore giallonero Andrea Moretti. Entrato in campo al 9' del primo supplmentare, all'ultimissimo minuto e ad un metro dalla linea di meta si è ritrovato con un ovale pesante come un macigno. Poteva essere la marcatura del 29 a 28 e quindi della vittoria. Invece arriva un clamoroso "in avanti", il fischio dell'arbitro De Santis a sanzionarlo, ed altri tre fischi a stabilire la fine delle ostilità: Treviso festeggia nel migliore dei modi la sua diciassettesima finale in venti campionati.
Moretti dicevamo. Mentre si consuma il cerimoniale della premiazione, rimane seduto su un bidone posto all'ingresso degli spogliatoi. Dietro di lui le poche casse d'acqua rimaste mostrano i segni di una battaglia giocata fino allo strenuo. Tanti suoi compagni arrivano a consolarlo perché - porca miseria - può succedere. Può succedere che un onesto uomo di mischia non riesca, nella concitazione, a trasformarsi in freddo tre quarti. Può succedere anche se ti cospargi le mani di colla, perché la mente fa brutti scherzi anche ai migliori.
Lasciamo Moretti ed arriviamo a centrocampo. Il "Brianteo" è quasi vuoto eppure ad immaginare quegli spalti gremiti, il sostegno della folla, le telecamere puntate, le responsabilità di indossare una maglia,... beh, non dev'essere stato facile. E' pur vero, obietterà qualcuno, che gli atleti ricevono regolare compenso per accollarsi tali compiti. Già, ma i soldi non potranno mai acquistare i nervi né tanto meno lo "stomaco" di chicchessia.
Newport (Galles), "Rodney Parade", 18 maggio 2007. Il Ghial Calvisano perde 22 a 15 nello spareggio contro i Dragons, fallendo così la promozione all'Heineken Cup del prossimo anno. E qui è proprio Calvisano a non dimenticare, a tenere bene impresso nella memoria un'annata decisamente sfortunata. L'obiettivo d'inizio stagione di quello che è divenuto uno dei più potenti club italiani si chiamava scudetto e, oltre ad onore e gloria, la conseguente ammissione nella "Champions" del Rugby dalla porta principale. Tutto sfumato in una semifinale di ritorno contro l'Arix Viadana persa nei minuti finali. Gli stessi fatali anche in Galles.
In sostanza, dopo i bisticci con la Lega Italiana Rugby d'Eccellenza, era d'obbligo per gli uomini di Delpoux mostrare sul campo le proprie potenzialità. Missione fallita, dunque, e tutto rimandato al prossimo anno...
Roma e Venezia, 20 maggio 2007. Semifinali play off di ritorno in Serie A. Il Casinò di Venezia vince in casa contro il Marchiol San Marco e, avendo segnato due punti in più dei propri avversari nell'ottica del doppio confronto (14 - 23 e 30 - 19), domenica prossima si giocherà la finale promozione al Super 10 2007/2008. Ad attenderla non ci sarà l'altra strafavorita Rugby Roma bensì il Consiag I Cavalieri Prato, bravo ad imporsi sui romani sia all'andata (24 - 3) che al ritorno (15 - 17).
La lezione da non dimenticare è che in Serie A non c'è nulla di scontato e che il campo se ne infischia del blasone e del budget. Lo sa benissimo Roma, il cui "purgatorio" in A si protrarrà per un'altra stagione, privando per il quarto anno di fila il massimo campionato italiano di uno dei club storici del Belpaese con i suoi settantasei anni sulle spalle.
Sorprese, colpi di scena, emozioni da non dimenticare nell'ultimo fine settimana ovale. Il gioco emette i suoi verdetti, i giocatori li accettano. Con la consapevolezza che il nostro Rugby può ancora regalare sorprese.
Foto: LIRE - www.legarugby.it 20 maggio 2007