Sei Nazioni, Mallett scopre le carte Tito Tebaldi, Mirco Bergamasco, Craig Gower. A margine della presentazione del Sei Nazioni 2010 in Campidoglio, il ct azzurro Nick Mallett inizia a scoprire le carte, spiegando di puntare tutto, oltre che sulla mischia, sul gioco al piede di tre moschettieri.
RAGIONARE COI PIEDI "Tutti e tre - ha spiegato il tecnico sudafricano - hanno svolto un lavoro importante da novembre. Assieme a Philippe Doussy, a Tirrenia, si sono preparati sui piazzati e sul gioco al piede. Con le regole di oggi è essenziale".
E chi sarà il piazzatore designato al Sei Nazioni? "Nell'ordine Mirco Bergamasco, Tebaldi e Gower".
MEDIANA Magari la squadra avesse bisogno "soltanto" di buone zampate... "Abbiamo tante difficoltà - prosegue Mallett - per quanto riguarda mediano di mischia e d'apertura. Soprattutto in quest'ultimo ruolo fatichiamo a trovare atleti di esperienza internazionale. Tutte le squadre più forti, oggi, hanno un 9 e un 10 con diversi caps insieme sule spalle".
Ad ogni modo, la mediana sembra già scelta. "Sicuramente punterò su Tebaldi e Gower. Il primo è una grandissima sorpresa: 2 anni fa giocava estremo, poi centro, successivamente ha deciso di concentrarsi sul ruolo di numero 9 ottenendo ottimi risultati. Contro l'Australia ha addirittura dimostrato personalità. Gower invece è l'apertura di cui l'Italia ha bisogno".
Sebbene anche Bocchino... "Lui ha tutto ciò che serve per giocare in questo livello. Ha soltanto bisogno di altri 4, 5 Kg per placcare meglio".
FESTUCCIA E IL BARONE Dalla mediana alla mischia, passando per il barone Lo Cicero e Carlo Festuccia, pilone sinistro e tallonatore del Racing Métro di Berbizier nonché i due grandi assenti nel gruppo azzurro. "Lo Cicero due anni fa sbagliò a lamentarsi con la stampa delle convocazioni, destabilizzando anche l'ambiente. Nessuno gli ha chiuso la porta, ma ora ho due giocatori meglio di lui. Festuccia? Deve dimostrare di avere più voglia di Nazionale. Che viene prima del club".
CELTIC Infine, la ricetta Mallett per crescere. "Senza Celtic sarebbe un bel problema per il rugby italiano e sarà importante il ruolo di mediazione del nostro presidente federale".
Ma ciò su cui bisognerebbe puntare è "il rapporto tra la Fir e i club". "Apprezzo il lavoro di Gianluca Guidi in Accademia e mi fido anche del giudizio di Troncon e Orlandi (rispettivamente tecnici azzurri di tre quarti e avanti, ndr). Se in Italia loro riescono a scovare elementi di qualità, bisogna imporre alle società che questi giocatori scendano sempre in campo".
28 / 01 / 2010
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