Serie B, è guerra tra Pieve di Cento e Viterbo

Domenica 12 ottobre, seconda giornata di Serie B Girone B. Ova Pieve di Cento - Viterbo: non disputata. Motivo: l'assenza della compagine ospite che sbaglia campo e finisce all'Arcoveggio di Bologna, campo di casa degli emiliani per buona parte della stagione scorsa, anziché allo "Sgorbati" di Pieve di Cento, location designata. Semplice fraintendimento o, peggio, colpo gobbo dei viterbesi? Ad insinuare il dubbio è l'Ova che, in una nota, non accetta la versione ufficiale dei propri avversari. Ed è subito polemica.
"Arbitro e commissario di campo - si legge nel comunicato - si sono presentati regolarmente a Pieve e l'Ova, tra l'altro, le ultime due giornate del torneo le ha disputate allo 'Sgorbati'. Ma il 'giallo' si inffitisce ancor di più visto che il Viterbo (la squadra di Rugby minimo è composta da una ventina di giocatori abbastanza corpulenti) all'Arcoveggio non ha lasciato traccia della sua presenza neanche denunciando, come stabilisce il regolamento in casi analoghi, la propria presenza alla stazione di Polizia più vicina".
Ovviamente discorde la versione dei gialloblu che, sul proprio sito ufficiale, riportano una dichiarazione del presidente Aldo Perugini: “Nella comunicazione giuntaci dalla Federazione risulta che il campo da gioco era lo stesso dello scorso anno, ovvero lo stadio Arcoveggio di Bologna, e noi siamo arrivati lì in perfetto orario ma, purtroppo, non abbiamo trovato nessuno ad aspettarci”. Circostanza che spinge i laziali ad ipotizzare due conclusioni per l'assurda vicenda: "la gara potrebbe essere rinviata a data da destinarsi" se la "colpa" fosse della FIR (aspetta e spera...), oppure "la vittoria potrebbe essere assegnata a tavolino ai gialloblu" qualora avesse torto la società emiliana.
"Siamo sconcertati - dichiara il tecnico dell'Ova Gianni Balboni - anche perché noi abbiamo cercato assieme all'arbitro di metterci in contatto con i dirigenti del Viterbo, essendo disponibili anche ad andare a prelevare i giocatori con le auto private. I telefoni erano tutti staccati ed hanno iniziato a funzionare solo dopo la scadenza del tempo necessario affinché la partita non potesse essere omologata. Probabilmente una casualità, però non so proprio cosa pensare".
L'importante, a questo punto, è che sia il giudice sportivo a "sapere cosa pensare", anzi decidere... E sarà proprio una bella gatta da pelare.
14 / 10 / 2008
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