Super 10 e Heineken Cup, cosa aspettarsi?

Dimenticati i "buchi neri" sugli spalti del Super 10, così come vengono dimenticati alcuni club che comprimono in un unico settore la gente allo stadio per far bella figura davanti alle telecamere. La Lega Italiana Rugby d'Eccellenza guarda il numero complessivo di spettatori di questa stagione - 135.708 - lo confronta con quello dello scorso anno - 113.822 - e canta vittoria attraverso una nota diramata oggi. Giusto festeggiare, per carità, tuttavia ci chiediamo: è giusto o no pensare invece che tutto ciò somigli tanto all'esempio del bicchiere mezzo pieno / mezzo vuoto? Secondo la LIRE, l'incremento nel numero degli spettatori verrebbe da un campionato entusiasmante a cui contribuisce anche "l'utile" successo mediatico della Nazionale di Berbizier. Come dire: "Nazionale sì, ma il campionato ragazzi!" D'altronde, ogni scarrafone è bello a mamma sua...
Altro gettone altra corsa. Già da un bel pezzo non si parla più degli "scazzi" di Treviso e Calvisano con la LIRE. I due club sognano i palcoscenici della Celtic League - come se irlandesi, scozzesi e gallesi facciano le feste ad immaginarsi team italiani tra le scatole - e intanto sputano fiele su Lega e Federazione incapaci, secondo loro, di concentrarsi sulla qualità del massimo campionato ma capacissimi di imporre regole inique, sempre secondo loro, circa il tetto sui giocatori stranieri. Circostanza quest'ultima che comporterebbe la poca competitività delle squadre italiane nelle Coppe Europee. A proposito di Coppe Europee: stamane sono state sorteggiate le pool per la prossima Heineken Cup. E' andata così così all'Arix Viadana, che dovrà confrontarsi con Glasgow Warriors, Saracens e Biarritz; bene proprio al Benetton Treviso testa di serie cui sono capitati London Irish, Perpignan e Newport Gwent Dragons; comunque sia di lusso rispetto al girone 5 ("dantesco") che concentra London Wasps, ASM Clermont Auvergne, Llanelli Scarlets e Munster.
Mal celato obiettivo dei biancoverdi veneti staccare un biglietto per i Quarti di finale cui accedono le sei vincitrici dei rispettivi raggruppamenti più le due migliori seconde. I molteplici movimenti compiuti sul mercato fino a questo momento puntano anche a quello. Dopo aver vinto uno scudetto con un team zeppo di giovani, il traguardo europeo rappresenterebbe lo smacco - colpo di grazia nella diatriba con la LIRE. Mentre per quegli appassionati cui poco interessano gli scorni altrui la speranza è di vedere almeno una squadra italiana prendere a sportellate le fuoriserie francesi e britanniche per un posto nell'Olimpo. Altra storia insomma rispetto all'immane collezione di figuracce dell'anno appena trascorso (
clicca qui per leggere l'articolo sulle statistiche italiane nelle Coppe).
Questa, in estrema sintesi, lo stato dell'elite italiana. Nonostante le belle cifre i vuoti sugli spalti rimangono mentre i club, come al solito, sono a caccia di credibilità. La Nazionale in Francia a settembre potrà aiutare. O forse creerà una spaccatura maggiore nei confronti delle cose di casa nostra. Per continuare sulla strada dell'incremento degli spettatori la proposta della Lega è: "una maggiore cura (da parte dei club, ndr) degli stadi, da considerare 'il salotto buono' dove vivere i match dal vivo per tutti". Ma siamo davvero sicuri che basti stendere una guida rossa fuori dei cancelli degli stadi per migliorare?
Foto: www.legarugby.it 20 giugno 2007