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Tronky: Grenoble? Secoli fa

Non parlategli di Grenoble '97, non parlategli dell'unica, storica vittoria azzurra contro la Francia. Potreste tuttavia arrivare a un compromesso: "Qual è la caratteristica comune tra George Coste (il ct di allora, ndr) e Nick Mallett? La passionalità".
Alessandro Troncon era il mediano di mischia di quell'Italia. Oggi allena i trequarti e quando può, purtroppo in poche occasioni, salta come un grillo a festeggiare le vittorie azzurre. "Mi hanno criticato dopo l'esultanza per il successo sulla Scozia. Forse non hanno capito che il rugby è uno sport giocato da uomini veri, che esprimono i loro sentimenti e le loro emozioni. Non possono criticare la festa di una squadra come la nostra, non abituata a vincere spesso".
Nel gelido raduno azzurro alla Borghesiana - colpa della pioggia insistente e del freddo a condizionare gli avanti impegnati a rifinire la touche - Tronky si scalda alla domanda "Cosa porteresti da Grenoble in vista della sfida di domenica ai Galletti?" "Assolutamente nulla. E' come chiedere ai soldati dell'Antica Roma quali tecniche userebbero per affrontare una battaglia contro un esercito di oggi. Quello era un gruppo che aveva fame. Ambizioso, che cercava di crescere e di imporsi all'alto livello esattamente come questa squadra. E la Francia di questo Sei Nazioni è la miglior squadra al mondo".
"Contro i Bleus - prosegue Troncon - c'è sempre una bella rivalità. E' un popolo latino come il nostro, che vive in maniera passionale lo sport. In più, per quanto riguarda il rugby, li conosciamo visto che molti dei nostri giocano nel loro campionato. Grenoble... non vorrei che tra vent'anni si parlasse ancora di quella partita".
Sulla stessa lunghezza d'onda Carlo Orlandi (oggi allenatore della mischia, tredici anni fa tallonatore nella corazzata di Coste) che saluta con gioia la promozione di due italiane in Celtic League. "E' una soddisfazione per tutto il movimento - il commento del tecnico piacentino - perché è una vittoria voluta dalle società più importanti del nostro campionato e dalla nostra Federazione allo scopo di migliorare il livello".
Serviva una svolta decisa verso il professionismo, l'Orlandi-pensiero che assume un significato particolare oggi, con l'Italia a preparare il match contro i francesi. Quei Galletti che hanno già superato quella fase e attualmente, in Top 14, sono anzi alle prese con il problema successivo: il tetto dei salari.
Ma come si può battere questa Francia tanto vicina alla conquista del Grand Slam? Orlandi guarda la lavagna dell'aula riunioni della Borghesiana, prende in mano un pennarello rosso e inizia a tracciare linee: "Non posso dire come si può sconfiggere, posso dire come limitare al massimo i danni. Evitando cioè di giocare palle nella zona centrale del campo, ossia dove loro hanno un'ottima occupazione con quattro giocatori di ottimo livello. Loro sono maestri nei palloni di recupero; concederne in quell'area sarebbe per noi un suicidio, consentendo loro di avere due fronti d'attacco. In attacco sarà dunque essenziale giocare sulle fasce laterali. Basterà questa strategia se la mischia lavorerà bene e cureremo al massimo le fonti di gioco, salvaguardando al contempo la corretta comunicazione tra i reparti".
Per quanto concerne la difesa, "la partita contro la Scozia dimostra che siamo migliorati. Stavolta però dovremmo essere ancora più attenti per avere altri palloni giocabili".
Oggi pomeriggio, gli azzurri svolgeranno il loro primo allenamento sul campo. Unico acciaccato Martin Castrogiovanni, straordinario protagonista nell'ultimo confronto tra Leicester Tigers e London Irish. "Nulla di preoccupante", assicura Orlandi. Meglio così, contro questa Francia bisognerà dare il 200%.

09 / 03 / 2010





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