Un libro per Troncon, il condottiero Di seguito, il mio articolo pubblicato oggi su "AIR News".
“Mah... all'inizio ero un po’ restio. Non è proprio nel mio carattere una cosa simile. Ad ogni modo credo che sia venuto fuori un libro importante, qualcosa che forse può avvicinare al Rugby molte persone magari incuriosite dalla vita di un giocatore".
Dallo scorso 30 settembre, il giorno dopo la bruciante sconfitta azzurra con la Scozia, il guerriero Alessandro Troncon si è seduto in poltrona, chiudendo i ponti col Rugby giocato ma non con quello parlato o scritto. Ecco allora sugli scaffali delle librerie "Alessandro Troncon condottiero azzurro", il libro "recensito" sopra dal diretto interessato e curato da Elvis Lucchese, con la prefazione di Candido Cannavò e l'apparato statistico di Walter Pigatto. L'editore è Vallardi, costa 19 euro e "rappresenta - si legge in una nota - un omaggio alla straordinaria carriera del mediano di mischia trevigiano, attraverso immagini, aneddoti e ricordi personali dello stesso Troncon. Il racconto si snoda dalle prime esperienze nei Pulcini del Benetton, a soli sei anni, toccando tutte le tappe dell'avventura sportiva di 'Tronky': gli esordi a Mirano, gli scudetti con il Treviso, la consacrazione francese con il Montferrand, ma soprattutto la splendida carriera con la maglia azzurra fra i successi dell'era Coste e il Sei Nazioni, dall'esordio nel '94 fino all'addio di Saint-Etienne".
Senza dimenticare gli interventi del presidente del Coni Giovanni Petrucci, del presidente della Fir Giancarlo Dondi e dell'ex ct dell'Italia Pierre Berbizier.
Ma cos'è cambiato nella vita di Tronky oggi?
"Per strada vengo riconosciuto più di quanto non succedesse prima. Certo, la notorietà è bella, fa piacere, ma per come sono fatto vivo tutto in maniera assolutamente tranquilla".
Quest'estate sembravi un'alveare pieno di miele: tutte le api a ronzarti intorno. Si è parlato di un tuo passaggio al Petrarca, poi di uno alla Capitolina, persino all'Aquila. Puoi dirci finalmente cosa c'è di vero?
"Che ho smesso di giocare. Confermo, ci sono stati contatti. E poi è venuto l'interessamento di Padova e Roma. Beh, sono rimasto lusingato da tutte queste offerte. Potevo anche accettarne una ma esisteva anche la possibilità che dopo i mondiali smettessi e così è stato".
E adesso, cosa si sa del tuo prossimo incarico federale? Oppure, se non fosse questa la tua strada, hai qualche idea chiara su cosa fare?
"Idee chiare... Le idee chiare devono averle gli altri. (sorride) Ho ricevuto una proposta dalla Federazione ed ho risposto che la cosa mi sarebbe piaciuta. Ma per ora non è chiaro né l'incarico né i tempi per arrivare all'accordo definitivo".
Mondiale. Ti tocca.
"Potevamo fare sicuramente meglio. Cos'è mancato? Tutto, o forse niente. Forse non ci siamo espressi al meglio oppure la colpa è di un solo calcio mancato, chissà... È successo che abbiamo mancato l’obiettivo, punto. Tutti però hanno messo ciò che avevano e non si può rimproverare niente a nessuno".
Dopo il Mondiale sono arrivate le polemiche ed il duro j'accuse di Bortolami al ct Berbizier.
"Sono sfoghi del momento. Per quanto riguarda poi l'haka, è vero che è stato l'allenatore a chiederci di voltare le spalle ma adesso basta: se abbiamo fatto un brutto Mondiale non è certo colpa di come ci siamo messi durante l'haka. Non gli darei tutta l'importanza che gli è stata data".
Foto: Archivio www.legarugby.it 24 / 10 / 2007
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