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Vincono i Wallabies ma che peccato...

Un'Australia che è un mix di esperienza e colpi di teatro; un arbitro, il neozelandese Bryce Lawrence, che abbocca come un luccio alle scorrettezze; un'Italia che sciupa ma che fino a dieci minuti dalla fine se la gioca punto a punto contro la terza forza del ranking mondiale. A Padova finisce 30 a 20 per l'Australia e gli ingredienti per farsi venire il sangue amaro ci sono tutti.
Deluso anche uno stadio Euganeo mai così gremito nella sua storia (e per il Rugby!) nonché una piazza intera che sognava il ritorno della Nazionale da dodici anni. Tra i delusi c’è anche il golden boy Berrick Barnes che alla vigilia doveva fare il diavolo a quattro tra gli indigeni in maglia azzurra.
L’apertura di Brisbane, invece, lascia il campo dopo appena un quarto d’ora per i postumi di uno scontro con Marcato. Al suo posto il figlio del vento Giteau che fa ciò che ha sempre fatto: predicare Rugby a 200 all'ora.
L’ercolino Wallabie entra quando il tabellino recita 6 a 8: due piazzati di Marcato ed una meta di Turner propriziata proprio dallo scontro – ma se scrivessimo “fallo” non sarebbe certo una bestemmia – di cui sopra.
Robbie Deans vince la battaglia delle panchine con Nick Mallett. Lampante l’esempio della mischia chiusa; non esiste infatti ingaggio che non veda la prima linea australiana giocare sui nervi degli italiani. Lawrence lascia correre, Nieto e Perugini si riempiono di falli e l’Italia subisce gli avversari proprio nel suo punto di forza.
La battaglia tra i due pack sarà il leit motiv dell’intero match. L’Italia però sta al gioco e reagisce. Attorno alla mezz’ora regala addirittura spettacolo. Prima con il drop di Marcato del 9 a 11, poi con una bella meta di Mirco Bergamasco. Quest’ultima nasce da una bella intuizione di Canavosio, la cui prestazione non convince però appieno. Un altro calcio di Giteau e all’intervallo è parità (14 – 14).
Si soffre nel secondo tempo. La pressione dell’Australia è insostenibile e i primi dieci minuti della ripresa gli azzurri li trascorrono a tappare falle nella propria ventidue. Due piazzati dell’apertura ospite allungano sul 14 – 20.
Occorre freschezza in mischia, Mallett risponde inserendo Ongaro e Aguero al posto di Ghiraldini e Perugini. In cabina di regia arriva invece Orquera a rilevare un Marcato claudicante e l’apertura del Brive mostra una bella autorità.
Ne mette anche due dalla piazzola e sul 20 a 20 si ritorna a sperare. Serve sì freschezza ma anche un pizzico di istintività; c’è allora spazio anche per l’esordiente Toniolatti. Sull’onda dell’entusiasmo per la rimonta, l’Italia si fa pericolosa nella ventidue Wallabie. Fatica sprecata, l’Australia è già dall’altra parte.
Davanti ai pali azzurri Mortlock mette Ko Parisse senza palla e protegge con un velo Cooper, l’arbitro dorme della grossa e i canguri zompano oltre la linea: 20 a 27. E quando Giteau allunga fin sul 20 a 30 finale a due minuti dalla fine ecco anche il colpo di grazia. Senza dimenticare l’esito dell’ultima touche italiana in zona d’attacco: in avanti di Parisse.
Sull’immenso album delle sconfitte onorevoli dell’Italrugby viene incollata l’ennesima figurina. Sabato a Torino ci sono i Pumas e un’altra impresa da cercare.

Padova, Stadio Euganeo – sabato 8 novembre 2008
Cariparma Test Match
ITALIA – AUSTRALIA 20 - 30
Italia: Masi; Robertson, Canale G., Garcia, Bergamasco Mi.; Marcato (6'st Orquera), Canavosio (22'st Toniolatti); Parisse S. (cap), Bergamasco Ma., Sole (34'st Zanni); Bortolami (30'st Reato), Del Fava; Nieto, Ghiraldini (11'st Ongaro), Perugini (11'st Aguero).
Allenatore: Mallett
Australia: Ashley-Cooper (28'st O'Connor); Turner (28'st Cooper), Mortlock (cap), Tahu, Ioane; Barnes (14' Giteau), Burgess; Brown, Waugh, Mumm; McMeniman, Chisholm (28'st Palu); Dunning, Moore, Alexander.
Allenatore: Deans (6V, 0N, 4P)
Arbitro: Lawrence
Marcatori: 3' cp Mortlock, 7' cp Marcato, 8' m Turner, 11' cp Marcato, 18' cp Giteau, 26' drop Marcato, 30' m Mi. Bergamasco, 38' cp Giteau; st: 8' e 10' cp Giteau, 13' e 20' cp Orquera, 32' m Cooper tr Giteau, 38' cp Giteau.

Foto: Pino Fama

08 / 11 / 2008

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